Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, pubblicato nel 1967 è da considerarsi uno dei capolavori dei Beatles, oltre ad essere uno dei dischi fondamentali e più famosi dell’intera storia del Rock. L’ottavo album in studio dei Fab Four, è quello che racchiude tutta l’essenza della cosiddetta “Summer of love”, della rivoluzione Hippie e del Rock Psichedelico, e rappresenta uno dei primi tentativi di concept album della musica Rock.

I nostri inserzionisti
Spazio inserzionisti
  1. La genesi del disco
  2. La registrazione
  3. La copertina
  4. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
  5. With A Little Help From My Friends
  6. Lucy In The Sky With Diamonds
  7. Getting Better
  8. Fixing A Hole
  9. She’s Leaving Home
  10. Being For The Benefit Of Mr. Kite!
  11. Within You Without You
  12. When I’m Sixty-Four
  13. Lovely Rita
  14. Good Morning Good Morning
  15. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (reprise)
  16. A Day In The Life
  17. Tracce
  18. Formazione
  19. Appendice e curiosità discografiche

La genesi del disco

A fine novembre del 1966 i Beatles si ritrovarono negli studi di Abbey Road dopo aver deciso di abbandonare l’attività concertistica (l’ultimo live si era svolto il 29 agosto al Candlestick Park di San Francisco) e dopo una pausa autunnale durante la quale ognuno si era dedicato a progetti o attività individuali.

John era impegnato nelle riprese di “How I won the war” girato tra Germania e Spagna; Paul era in vacanza in Kenya per un Safari insieme al fido roadie Mal Evans; George era in India con Pattie per dedicarsi allo studio del sitar grazie al suo nuovo Maestro e mentore Ravi Shankar.

Si misero subito a lavorare su un paio di brani: Strawberry Fields Forever di John, e “Penny Lane” di Paul, tra i migliori scritti fino a quel momento, e che suggerivano entrambi un comune intento narrativo, ossia l’idea di creare un concept album di ricordi adolescenziali dei Beatles nella nativa Liverpool. Insieme a questi, When I’m Sixty-Four”, un altro vecchio brano di Paul composto a Liverpool, a quindici anni.

All’inizio del ’67 l’impresario Brian Epstein, dietro pressioni della EMI, chiese al produttore George Martin di confezionare alla svelta un singolo perché preoccupato dalle vendite non esaltanti della prima antologia “A Collection of Beatles Oldies…” uscita nel dicembre del ’66. “Strawberry Fields Forever” e “Penny Lane” vennero così “sacrificate” per realizzare un 45 giri, sicuramente di alto livello, ma che compromise l’idea originaria del concept.

Di seguito, il filmato promozionale di “Strawberry Fields Forever”, girato a Sevenoaks nel gennaio ’67.

Di seguito, il filmato promozionale di “Penny Lane”.

Lo spunto del concept venne a Paul, che immaginò di creare degli immaginari alter-ego dei Beatles, quindi più liberi di esprimersi artisticamente, ispirandosi ai nomi lunghi, complicati e strampalati delle band californiane in voga in quel periodo, come ad esempio: “Fred and his Incredible Shrinking Grateful Airplanes.

Il nome “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, ovvero “la Banda del Club dei Cuori Solitari del Sergente Pepe”, doveva essere rappresentato da un’immaginaria banda di ottoni in viaggio nel tempo, dall’età Vittoriana a quella psichedelica. L’ispirazione sembra sia venuta in occasione del viaggio di ritorno dal Safari in Kenya insieme a Mal Evans, mentre i due erano alle prese con le bustine di sale e pepe (“salt and pepper”), durante il pasto in aereo.

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