Pietro Turco

Si è appena concluso a Paestum il XXXIII raduno nazionale Hammond, organizzato da Pietro Turco, salernitano e grande appassionato di quest’affascinante strumento musicale. L’evento, durato due giorni, ha visto accorrere da tutta Italia vari musicisti accomunati dall’amore per questo leggendario organo e grandi amici fra loro.

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Un occasione quindi per rincontrarsi, suonare insieme e parlare dell’organo elettromeccanico inventato dal genio di Laurens Hammond nel 1935. Lo strumento, nato per essere utilizzato come organo liturgico, è diventato poi uno strumento “classico” dapprima nel Jazz e poi nel Rock e nel Prog e gradualmente in tutti i generi musicali.

Strettamente legato ad esso è il suo tipico altoparlante rotante Leslie inventato nel 1940 da Don Leslie: questo particolarissimo amplificatore è responsabile di buona parte del suono dell’organo Hammond così come siamo abituati a sentirlo.

I partecipanti al Raduno di Paestum. Da sx: Cesare De Fiore, Simone Buralli, Pietro Turco, Marco Montaruli, Giuseppe Chiriatti, Paolo Veronesi, Filippo Dolfini, Paolo Dolfini, Andrea Ferriello. In basso: Valeria Noceto e Alessandro Pozzi.
Marco Montaruli

Al raduno hanno partecipato anche tre soci di Prog On, Cesare De Fiore, Valeria Noceto e Giuseppe Chiriatti; quest’ultimo ha incontrato Marco Montaruli fondatore di Hammond-Italia, forum on-line che raccoglie oltre 1350 utilizzatori dello strumento dall’Italia e dall’estero ed ha approfittato della sua presenza per porgli alcune domande.

Marco, come nasce il culto dell’organo Hammond?
Ho ascoltato questo strumento per la prima volta a 11 anni e ho avuto una folgorazione. Da allora ho amato quel suono che l’amico Paolo Veronesi, grande cultore dell’Hammond, definisce “il suono carnale della Madre Terra”. È uno strumento che non viene più prodotto dal 1974 e tuttavia continua ad essere amato e presente in tutti i grandi palchi del mondo. La sua capacità espressiva attraversa trasversalmente tutti i generi e in alcuni di essi, ad esempio Jazz, Rock e Prog, è diventato addirittura irrinunciabile. La sua mole ed il suo peso lo rendono però difficilmente trasportabile: nascono così i cloni, molto più leggeri e maneggevoli e incredibilmente somiglianti all’originale. Nessun clone però è in grado di simulare tutte le sfumature dell’originale. Occorre dire, comunque, con orgoglio nazionale, che i migliori cloni sono prodotti da un paio di marchi italiani.

Hammond-Italia

Come nasce Hammond-Italia?
Hammond-Italia nasce nel 2000 come mailing list di Yahoo, allo scopo di creare un confronto fra gli appassionati dello strumento. Ero già iscritto da tempo all’analoga lista americana ed ho avuto l’idea di crearne una italiana. Alle poche decine di iscritti iniziali, in brevissimo tempo si sono aggiunti centinaia di entusiasti; H-I, grazie a loro, è così diventato il più autorevole punto di riferimento in Italia dell’organo Hammond.

Quali sono gli argomenti trattati?
Tantissimi e di tutti i tipi: si va da questioni di carattere tecnico alla ricerca di pezzi di ricambio, alle tecniche di esecuzione, a discussioni circa le differenze fra i vari modelli e prove di comparazione con i cosiddetti cloni e così via. Tieni presente che della lista fanno parte anche musicisti di fama nazionale e internazionale, restauratori dello strumento, tecnici specializzati; ciò ha fatto sì che la lista sia una fonte inesauribile di informazioni in materia.

Due splendidi esemplari di organi Hammond utilizzati al raduno. Sullo sfondo un clone.

Come è nata l’idea dei raduni?
Pochi anni dopo la fondazione della lista, un gruppo di iscritti fra i più attivi avvertì l’esigenza di conoscersi personalmente. Si organizzarono così i primi incontri a Frosinone presso l’Organ Music Club di Jacek Klesyk; da lì è nata una bella amicizia fra alcuni di noi che si è consolidata negli anni. I raduni continuarono anche al ritmo di quattro all’anno. Dopo la chiusura del club, grazie all’opera meritoria di Pietro Turco, i raduni sono ripresi e da tre edizioni a questa parte si tengono a Paestum.

L’anno prossimo saranno vent’anni dalla nascita del gruppo: avete in mente di festeggiare in qualche modo l’anniversario?
Già al decennale fu organizzata una grande manifestazione a Soriano nel Cimino sul palco del Tuscia in Jazz Festival: nel corso di essa si tenne la “Cat Marathon”. Fu suonato il celebre brano The Cat di Jimmy Smith e si stabilì il record di 24 assoli eseguiti da altrettanti musicisti che si succedevano sul palco. L’assolo finale fu suonato dal grande Tony Monaco, uno dei più grandi organisti jazz del mondo.

Ovviamente per il ventennale contiamo di organizzare una manifestazione analoga e anche di battere questo record che ad oggi è tuttora ineguagliato!

Alcuni momenti del XXXIII Raduno Hammond Italia

La mailing list è ancora attiva?
Sì, ma ha ormai un contenuto esclusivamente tecnico; con l’avvento dei social, per tutti gli altri argomenti esiste oggi una pagina Facebook Hammond-Italia e un gruppo Hammond-Italia & friends.

Grazie Marco, un augurio da tutti noi di Prog On agli amici di Hammond-Italia; arrivederci quindi all’anno prossimo per la celebrazione del ventennale, del quale non mancheremo di fare un ampio reportage!
Grazie a voi e un saluto a tutti i soci di Prog On!

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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