Nel tempo in cui parlare di umanità è bollato come una bestemmia, e una certa politica costruisce muri e innalza barriere tra i popoli, l’unico mezzo capace di farsi ascoltare e abbattere l’avida macchina del potere è ancora la musica.

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Non è un caso se a ricordarcelo è uno come Roger Waters, fondatore e bassista dei Pink Floyd, ed oggi anima più libera che mai. Una libertà, la sua, fatta di rock e cose straordinarie come Roger Waters Us + Them, attualmente al cinema.
Filmato nell’ultimo tour di Waters, Us+Them non è un concert-movie: è un ponte musicale tra “noi” e “loro”; uno spettacolare viaggio floydiano tra passato e presente per immaginare un domani libero dai “pigs”, i porci del mondo.

“Questo non è il classico concerto rock and roll: alcuni spettatori potrebbero urlare ‘Yeeaaaah!!!’. Che va benissimo, certo! Ma molti piangeranno. Ed è quello che spero. US + THEM è un invito all’azione.”, dice Waters.

Affiancato da una grande band con amici “rosa” come Jon Carin e nomi come Joey Waronker, US + THEM è un viaggio anche visuale nella migliore tradizione dei Floyd, con immagini ed effetti forti, fortissimi, come un pugno al cuore.

Trump, Boris Johnson, Theresa May, e persino il nostro Gentilloni scorrono fra il pubblico e le visioni di una realtà sull’orlo della follia, come quella del conflitto tra Israele e Palestina, cara a Waters tanto quanto la causa dell’ambiente.

«Oggi l’Homo Sapiens si trova ad un bivio: possiamo far sì che l’amore sia l’elemento che ci unisce, possiamo sviluppare la nostra capacità di entrare in empatia con gli altri e agire collettivamente per il bene del nostro pianeta.

Oppure possiamo rimanere comodi e insensibili e continuare, come pecoroni ciechi, a percorrere la nostra marcia omicida verso l’estinzione. US + THEM è un voto all’amore e alla vita»,

conclude Waters – E non sono frasi fatte.

Nelle due ore di cinema 4K, da godersi preferibilmente in sale  Dolby Atmos (la mia è stata Multiplex Planet La Torre), Roger Waters mette pure una canzone non sua, cantata da dei bambini. Come dire che il futuro appartiene già a loro. Agli altri, parlano i maiali volanti:

«RESTA UMANO O MUORI».

Infine, come in un test per blade runner dell’Antropocene, la simbiosi tra arte, arene e spettatori della celluloide è pienamente raggiunta, ben oltre gli applausi a uno show spettacolare e coraggioso da cui molti dovrebbero imparare.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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