Si può raccontare una realtà, spesso cruda o addirittura scomoda, senza cadere negli stereotipi, o in una certa oleografia (mioddio, spero si dica proprio così…), pur non privando il racconto di amore o di compassione o, almeno, di comprensione di quella realtà?

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Mi viene in aiuto Eduardo, che faceva dire a Filumena:

«Se chiagne quanno se canusce o bbene e nun se po’ ave’! Filumena Marturano nun ha mai potuto chiagnere…»

Una tonnellata di anni dopo, in musica, un ragazzone napoletano usava il Blues e il suo dialetto per esprimere lo stesso concetto (mi scuso per l’ortografia):

«…miett e criature a o sole, perché hann’ a capi’ a ro fa fridd e a ro fa cchiu calore»

ovvero (mi piace interpretare così, e non mi sento lontano dal vero): “insegnate il bene e il bello ai bambini, in modo che possano capire la differenza tra il freddo (il male) e il bene, e imparino a cercare il bene”.

La speranza che la vita nei bassi, ai quartieri spagnoli, e cristallin’, o’ pallunett’… a Scampia potesse avere un cambiamento, una svolta… come nella vita di Filumena… che come lei Napoli potesse smettere di fare la puttana e riscattarsi con l’amore, e riuscire finalmente a piangere, magari di gioia… «sto chiagnendo, Dummì, e comm’è bello chiagnere»… perché finalmente si conosce il bene… ed è più bello piangere di gioia che ridere tristemente e amaramente come Pulcinella. Perché si è smesso di essere una carta sporca della quale non importa niente a nessuno.

E così, tra le nuvole e i tabù, dedico questo paragone e il mio modesto pensiero a Pino Daniele, mentre altero un Re maggiore in tutti i modi che conosco, aspettando anch’io che piova, discendendo dal Sol al Fa#- e al mi-, perché l’acqua affondi tutto.

Lasciando però l’aria e l’anima più pulite’ dopo il passaggio dal minore al maggiore e poi al Si bemolle, prima di tornare in Re.

E luntano se ne va tutta a vita accussì… e t’astip’ pe nu murì
Mo nu m’ futti cchiu… tu va ritt’ io rest a pere… va, tu, va… tant’ie sbareo!

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Davide Manzone
Talk Talk, A-Ha e u2 nel suo gotha, insieme a un amore viscerale per Robert Smith e i Cure. Sempre attento alle Novità musicali, compone le musiche e scrive i testi dei RoseClöd, mescolando vintage ed elettronica.

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