…OVVERO LA PRIMA VOLTA DI UNA GIORNALISTA MUSICALE MAINSTREAM A UNA TRE GIORNI DI ROCK PROGRESSIVO…

Octavia Brown, presentatrice di Veruno
(photo by Enrico Rolandi)

Seconda Puntata

Ci siamo lasciati nella scorsa puntata con i ritmi prog-andini dei peruviani Flor De Loto, ma già durante la loro esibizione, al calar del sole, sotto i tendoni del mercatino dei vinili del 2Days Prog + 1 Festival di Veruno, sta iniziando ad accadere qualcosa.

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Una figura imponente non tanto per la statura fisica, quanto per l’alone mistico e scintillante che emana, catalizza l’attenzione di tutti su di sé, anche di chi non lo conosce.

Gianni Leone
(photo by Enrico Rolandi)

Si tratta di Gianni Leone, leader del Balletto di Bronzo, gruppo fondamentale della scena Prog italiana fin dagli anni Settanta.

E’ fin da subito chiaro che molti sono arrivati a Veruno per lui. Personaggio tanto criptico quanto affascinante, è impossibile non notarlo. I suoi vestiti eccentrici e il modo di fare lo rendono, inevitabilmente, protagonista della serata (ma anche di quella successiva, dove si trattiene a chiacchierare con i fan pur non dovendo suonare, per la gioia dei suoi seguaci).

Balletto di Bronzo

Gianni dal 2017 ha creato una nuova formazione per il Balletto da lui definita “la migliore mai avuta”. Insieme a lui, che suona (divinamente) la tastiera e canta, ci sono Riccardo Spilli, alla batteria e Ivano Salvatori, al basso.

Balletto di Bronzo
(photo by Enrico Rolandi)

Quest’ultimo ci ha raccontato di come sia stimolante e divertente suonare con Leone, che sia sul palco di un festival o in una situazione più intima. È senza dubbio una delle esibizioni che risentono di più della pioggia, tipica di Veruno, che tuttavia non basta a fermare gli accorati fan.

Tra loro c’è Luisa, che con me condivide la provenienza geografica (è della provincia di Lecce). A differenza di me, lei è però una vera esperta, nonché grande appassionata. È la sua prima volta al 2Days Prog + 1 (che – è bene ricordarlo – è totalmente gratuito!) e ha convinto il fidanzato Marco ad accompagnarla. In quei giorni hanno girovagato tra il lago Maggiore e la Svizzera, dormendo in campeggio pur di non perdere un’esperienza del genere.

Gianni Leone
(photo by Enrico Rolandi)

Luisa, già conoscitrice e amante del Balletto di Bronzo, racconta di essere rimasta folgorata (come la sottoscritta e come, penso, tutti i presenti) dalla performance di Gianni Leone, che ha in pratica «improvvisato uno spettacolo teatrale, già dall’ingresso in scena, con il poster di quando era giovane». Ha una mano sinistra totalmente autonoma -dice- e la nomina di “bambino prodigio delle tastiere” che aveva negli anni ’70, la merita ancora oggi.

Oltre a una serie di inediti, propone al pubblico in delirio anche la suite del disco-capolavoro YS (pubblicato nel ’72 e ancora ricercato e collezionato in tutto il mondo). E il suo successo è davvero internazionale:

La pioggia a Veruno durante il concerto del Balletto
(photo by Enrico Rolandi)

intabarrata nei loro kway sotto il diluvio, proprio davanti a Luisa, c’è una coppia di 50enni giapponesi, felicissimi di poter seguire ovunque Gianni e il Balletto.

Lo stile delle canzoni è sempre molto fedele a se stesso (un po’ ripetitivo per qualcuno, ma in fondo nasconde un animo coerente). C’è, tuttavia, un inedito che è rimasto in testa a Luisa, e del quale ricorda solo poche parole: «Ci sarò…. na na na… e più in laaà». Se qualcuno dovesse ricordarne il titolo, ce lo faccia sapere!

Caravan

La serata si chiude con un gruppo che ha creato, senza alcun dubbio, il filone melodico della cosiddetta «scena di Canterbury».

Caravan
(photo by Enrico Rolandi)

Stiamo parlando dei Caravan, veri colossi della storia del Prog. Un nome che davvero ha fatto tremare i presenti per l’importanza che hanno avuto e hanno tuttora nel panorama musicale mondiale.

Guidati da Pye Hastings, che fondò il gruppo nel ’68 insieme a Richard Sinclair, Dave Sinclair e Richard Coughlan, i “nuovi Caravan” hanno proposto tanti grandi successi nei 90 minuti di spettacolo a loro disposizione. Alcune canzoni inedite, tuttavia, a detta di molti e leggendo qua e là alcuni commenti sui social, hanno un po’ deluso e smorzato l’atmosfera.

Eppure a mio parere (ma non solo mio), ascoltare dal vivo “In the land of Grey and Pink“, è valso l’intero concerto.

Il pubblico durante il concerto dei Caravan
(photo by Enrico Rolandi)

Soprattutto l’intera suite “Nine feet Underground“, con le sue alternanze tra cantato e strumentale e i suoi riff così irruenti, ha incantato il pubblico. A ciò si aggiunga che per un’ora e mezzo abbiamo avuto davanti agli occhi una delle band che hanno fatto la storia del Prog senza sborsare altro che quei pochi euro per uno stufato con la polenta e qualche birra da bere in compagnia!

Il saluto finale chiude la prima giornata
(photo by Enrico Rolandi)

Il primo giorno del 2Days Prog + 1 volge al termine, ma andiamo a casa sicuri che ci aspetteranno altre grandi sorprese ed emozioni. Che rimandiamo alla prossima puntata…

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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