…OVVERO LA PRIMA VOLTA DI UNA GIORNALISTA MUSICALE MAINSTREAM A UNA TRE GIORNI DI ROCK PROGRESSIVO…

Prog!!!
(photo by Vincenzo Nicolello)

Quarta Puntata

È passato circa un mese dal 2Days Prog + 1 di Veruno (No), ma ancora nella testa e nel cuore restano i ricordi e tante suggestioni che tre giorni di full immersion musicale mi hanno regalato. Ed ecco che, quindi, entriamo nel vivo del racconto della terza e ultima giornata di festival, in cui c’era già un po’ di malinconia per l’imminente ritorno a casa e alla “vita normale”, insieme a una forte emozione per aver capito il valore di quelle note ascoltate.

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Il programma del gran finale prevedeva le esibizioni, nell’ordine, degli italiani Il Bacio della Medusa, degli storici Acqua Fragile (avremo modo di parlare della grandiosa voce di Bernardo Lanzetti, una delle cose più indimenticabili di tutta l’esperienza a Veruno), degli inglesi Arena e delle pietre miliari statunitensi Iron Butterfly a cui – vi anticipo – sarà dedicata la prossima e ultima puntata di questo resoconto.

Il Bacio della Medusa

Il Bacio della Medusa (photo by Enrico Rolandi)

Alle diciotto in punto sono saliti sul palco Il Bacio della Medusa, Simone Cecchini (voce/chitarra acustica), Diego Petrini (batteria/tastiere), Federico Caprai (basso), Simone “Il Poca” Matteucci (chitarre). Eva Morelli (flauto traverso, sax contralto e soprano, ottavino), Simone Brozzetti (chitarra elettrica), gruppo che nasce nel 2002 e dopo essersi legato alla scena storica del prog rock italiano sviluppa un linguaggio tutto suo, più moderno, che inserisce al suo interno anche elementi di hard prog, folk rock e musica etnica.

Eva Morelli
(photo by Enrico Rolandi)

Al 2Days Prog + 1 hanno presentato uno show davvero coinvolgente, in cui forse l’elemento chiave era proprio la presenza degli strumenti a fiato di Eva, che hanno contaminato un sound potente anche con note dolci e intense. E il pubblico è rimasto piacevolmente sorpreso dalla loro piena padronanza del palco.

Acqua Fragile

Circa un’ora dopo è stato il turno di uno dei live più attesi, quello degli Acqua Fragile.

Acqua Fragile
(photo by Enrico Rolandi)

Il progetto debutta dal vivo nel dicembre 1971, aprendo un concerto degli Uriah Heep a Bologna. La line-up che si è presentata a Veruno era composta dai membri originali Piero Canavera (batteria, voce) e Franz Dondi (basso) affiancati da Michelangelo Ferrilli (chitarre), Rossella Volta (voce), Stefano Pantaleoni (tastiere), e dalla straordinaria voce solista del fondatore Bernardo Lanzetti (ex PFM).

Il leader, che a quasi 71 anni mostra una vocalità potente, esplosiva e incredibilmente precisa, ha contribuito a rendere il loro concerto uno dei ricordi più belli di questo Festival.

Luisa, la mia amica leccese appassionata di prog che era a Veruno e che abbiamo già “sentito” nella seconda puntata di questo resoconto, aveva paura che questa performance potesse essere deludente, ma racconta di essere rimasta a bocca aperta, proprio come tutto il pubblico, specie per gli acuti di Lanzetti, pungenti, penetranti, dritti all’obiettivo e alle orecchie degli ascoltatori attenti e increduli.

Bernardo Lanzetti
(photo by Enrico Rolandi)

Con la sua fida chitarra, e insieme a tutta la band, ha ripercorso un po’ la storia degli Acqua Fragile, con il bellissimo primo album omonimo e passando per quel secondo album della loro carriera, “Mass Media Star” che pur essendo stato pubblicato nel 1973 racconta temi attualissimi, tra comunicazione, media, fama, televisione.

La title track, presentata sul palco, è partita con un inizio brioso (che secondo Luisa ricordava “È Festa” della PFM), per poi passare a sonorità più lente e meno energiche rispetto alla versione dell’album, ma pur sempre emozionanti.

…e poi le sorprese…

Ma la vera emozione, per me, è arrivata subito dopo la fenomenale esibizione, fra gli stand dei dischi e le pinte di birra. Bernardo Lanzetti è arrivato per scambiare foto e chiacchiere con i fan, e in prima fila c’era mio papà, Giuseppe Chiriatti, oggi in arte Julius.

Bernardo Lanzetti, Julius, Franz Dondi, Piero Canavera

Nel 1972 gli Acqua Fragile vennero a suonare nella nostra Lecce allo storico Teatro Apollo, come gruppo spalla della PFM. E mio papà, che a quel tempo aveva 16 anni, andò a sentirli, registrò la loro esibizione con un modestissimo “mangianastri” Philips, e insieme alla sua band dell’epoca, i Forum, già famosissimi nel panorama leccese, studiò il loro repertorio trascrivendo i brani “a orecchio” da quella registrazione, non essendoci altri modi per procurarseli.

Inutile dire che c’era tanta imprecisione, ma i Forum divennero comunque ufficialmente la prima tribute band degli Acqua Fragile e grazie a “Morning Comes” e “Three Hands Man” addirittura vinsero il primo Festival Pop di Manduria (TA) nel 1973! E quando mio papà ha avuto finalmente l’occasione di raccontare tutta questa storia dal vivo a Bernardo Lanzetti (e io di ascoltarla), c’erano tanti brividi e tanti occhi lucidi. Ah, cosa fa la musica!

Arena

Qualche birra e qualche panino con la carne dopo, è arrivato il turno degli Arena.

Arena
(photo by Enrico Rolandi)

Sul palco Paul Manzi (voce), John Mitchell (chitarra), che come mi faceva notare Luisa era già stato a Veruno nel 2017 con i Frost* (insieme ai Lazuli questa è stata davvero l’edizione dei grandi ritorni), Clive Nolan (tastiere, seconde voci), Kylan Amos (basso, voce), Mick Pointer (batteria).

I cinque hanno portato a Veruno un po’ di neo-prog, con sonorità che in qualche modo richiamano gli anni Ottanta. Pointer è infatti il fondatore e primo batterista dei Marillion, e i brani contengono elementi di musica sinfonica, fino a sfociare nel progressive metal.

Paul Manzi
(photo by Enrico Rolandi)

Il frontman in particolare è riuscito davvero a coinvolgere il pubblico e a farlo partecipare, in una continua alternanza tra chiarore e oscurità. Tutto nell’attesa delle atmosfere degli Iron Butterfly, la ciliegina sulla torta di questa tre-giorni, con il fascino di quella “In-A-Gadda-Da-Vida” che è diventata un’icona della musica mondiale. Ma questa è un’altra storia, che vi racconterò nell’ultima puntata di questo indimenticabile viaggio.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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