Affabile, cocciuto, leggero, spiritoso, greve, timido, fastidiosamente vanitoso. Parlare di Claudio Baglioni non è facile. Bastasse almeno liquidarlo con «quella sua maglietta fina / tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto», sarebbe tutto più semplice. Ma il Baglioni migliore – e meno conosciuto – è quello di:

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…e polveri
di luna nei cristalli
degli occhi tuoi
bucati a fare entrare i miei
e noi sciacalli
di baci sulle labbra
unghie rapaci sulla pelle
senza stelle né indulgenza
in questa gabbia…

(Domani mai – 1990)

Al di là delle proprie – e legittime – preferenze personali, Baglioni è indubbiamente un personaggio ricco, intimo, contraddittorio, e profondamente evocativo.

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