A primo impatto la copertina di Dangerous, quarto album di Michael Jackson, sembra essere un “caos armonico” di oggetti e colori. Ma non è così. Come ogni buona copertina di questa rubrica, la prima impressione non è quella che vale.

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Uno sguardo diverso

Ciò che risalta subito agli occhi sono proprio…gli “occhi”! Non è una battuta a caso ma i nostri occhi quando guardano la copertina vengono subito catturati dallo sguardo di Michael che sembra guardare la nostra realtà dalla sua, più surreale.

Il suo messaggio sembra essere:

“Guardatemi, io sono così!”

Nonostante si nasconda dietro quello spiraglio, Michael parla di sè più in questa copertina che in tutte le precedenti dove si vedeva apertamente.

Artefice di questa cover è il pittore pop-surrealista Mark Ryden, un artista che prende ispirazione dai misteri e colleziona tutto ciò che sembra particolare e di dubbia provenienza: statue, statuette, gingilli, giocattoli antichi, quadri e poster di circhi. Sono proprio questi ultimi che convincono Michael nella sua scelta.

Mark Ryden e le sue eccentriche collezioni

Le direttive che Michael dà a Ryden sono due:

  • Deve raccontare della sua vita guardando al passato, al presente e alle prospettive future
  • Deve restare tutto avvolto nel mistero e ognuno deve dare una sua libera interpretazione

La maschera

L’idea che subito ha il pittore è celebrare Michael Jackson come un re, un re nascosto dietro la sua maschera. La maschera è l’intera copertina, ricca di dettagli, in cui l’oro la fa da padrone. Ciò che vediamo di lui sono solo gli occhi. In basso, quel cancello aperto con la scritta “Dangerous” richiama all’apertura della bocca che fa vedere dentro Michael, un mondo diverso dall’esterno, più oscuro e senza animali. All’interno è un Michael diverso dal luccichio dell’oro che vediamo fuori. Un persona che, varcata la soglia del ciò che appare, vive in un mondo finto, pericoloso, “dangerous” appunto.

Dualismi e contrasti

L’opera di Mark Ryden gioca su soggetti contrapposti che mostrano sia le esperienze positive che quelle oscure di Michael.

Un primo elemento che possiamo notare sulla destra della maschera è il cane in versione imperatore, ispirato a Napoleone. Rappresenta la nascita del cantante che è il 29 agosto 1958, l’Anno del Cane nell’oroscopo cinese. All’opposto troviamo la regina con le fattezze di un colibrì, nella tipica posa della regina Elisabetta o Vittoria. Le due figure hanno ognuno uno scettro con le fattezze del proprio opposto. Due forze opposte, in conflitto che si controllano a vicenda mantenendo un’equilibrio.

 

In alto sulla sinistra del cane notiamo una scimmia alata proveniente dal romanzo “Il Meraviglioso Mago di Oz” di L. Frank Baum. Qui le scimmie sono simbolo di sottomissione, sia che la esercitino loro verso i più deboli sia che la subiscano.

Tornando verso la regina vediamo invece due passeri che le aprono il vestito e scoprono il suo corpo meccanico che simboleggia un mondo finto, industriale. Dal corpo esce un cordone ombelicale collegato ad un’ampolla dove ci sono Adamo ed Eva, simboleggiando la maternità. A sinistra una testa metà chiara e metà scura, un chiaro riferimento alla vitiligine di Michael che gli rovinò la pelle. Al lato vediamo cinque angeli bianchi diretti verso i due passeri per bloccarli o per aiutarli.

Gli animali

Ma il vero re è la scimmia Bubbles, lo scimpanzè di Michael che viene incoronato da due angeli e lo troviamo sopra la maschera.

La scimmia fu acquistata da Jackson, salvandola da una struttura che la usava per compiere dei test e visse con lui a Neverland. Tutti gli animali che troviamo nella copertina sono un chiaro esempio dell’amore che Michael aveva per gli animali, i quali vivevano nel suo ranch.

Ognuno simboleggia una cosa:

  • il Pavone, vanità e prestigio, la personalità di Michael;
  • l’Elefante col numero 9, simboleggia il compimento di un ciclo e l’inizio di un altro;
  • l’Antilope, un animale forte che però può rimanere imprigionato, cioè la tendenza dell’uomo nel cadere nei vizi rimanendo imprigionato;
  • l’Ape, il simbolo dell’anima.

E ci sono poi un tricheco, un rinoceronte, un toro, un passero, una rana, un orango e tanti altri animali di ogni specie. Tutti animali che Jackson avrebbe potuto avere a Neverland, tutti animali in pericolo.

Angeli e demoni

Ci sono angeli dorati ovunque nella copertina ma sembrano tristi. Forse un riferimento agli angeli caduti di Lucifero che stanno a significare che non è tutto oro ciò che luccica.

Sulla sinistra c’è una mano che tiene un bambino di colore che a sua volta tiene in mano un teschio, forse dell’Uomo Elefante, un oggetto che Michael aveva cercato di acquistare. La mano dove poggia il bimbo è la sua, con le dita fasciate, che il cantante usava per far seguire i suoi movimenti durante i concerti anche al buio.

Uno sguardo bilaterale

Sui due lati in basso troviamo l’ingresso e l’uscita di un percorso oscuro illuminato solo da una lanterna. I due ingressi sono caratterizzati da due sarcofagi dorati.

 

Quello di sinistra ha sulla sommità un teschio come quello dei pirati e sulla base dei due sarcofagi troviamo il simbolo della Mano Sinistra e un Sole, l’uno tipico della magia nera e l’altro col doppio significato di Dio o Lucifero.

L’ingresso di destra ha sulla sommità il simbolo “dell’Occhio che vede tutto” tipico dei Massoni. Solo sul sarcofago sinistro vediamo qualcosa: il simbolo della Pace.

In questo mondo oscuro vediamo entrare degli animali e uscire sulla destra un piccolo Michael ai tempi dei Jackson 5 e l’attore Macaulay Culkin, protagonista del video Black or White. Ne escono indenni essendo bambini, i quali non ancora a conoscenza del lato negativo del mondo.

Accanto all’uscita di questo nastro trasportatore c’è di profilo una persona reale, Phineas Taylor Barnum, il padre fondatore del circo moderno e membro dell’ordine dei Massoni: dopo l’occhio, ritroviamo per la seconda volta un riferimento alla Massoneria. Sulla sua testa un mago in miniatura col numero 7 sul cilindro, probabilmente Mihaly “Michu” Meszaros, attore e circense ungherese, famoso per essere l’uomo più piccolo del mondo.

Dietro P.T. Barnum un’altra curiosità: in una teca di vetro c’è un Michael con occhiali da sole e vestiti tipici delle sue esibizioni.

Lo spettacolo ha inizio…almeno per ora!

Tutta questa rappresentazione allegorica da parte di Mark Ryden, ad un primo impatto, porta lo spettatore in un mondo che lo fa divertire, passando una bella giornata lontano dai problemi della vita. Ma sotto questi momenti piacevoli si nasconde una realtà triste, terribile dove Michael, col suo sguardo e con i suoi simboli, rende noto in modo velato e avvisa che la comicità del circo non è nient’altro che la maschera dietro cui si nasconde la tristezza, la sua tristezza per un mondo oscuro, per niente divertente.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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