Nasce a Liverpool John Winston Lennon, cantante, chitarrista e compositore.

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Figura di grande spessore artistico e controverso personaggio pubblico è stato membro fondatore dei Beatles ed uno tra i più importanti ed influenti musicisti del XX Secolo.

L’infanzia e l’adolescenza di John sono state segnate da alcune tristi circostanze, come la lontananza dal padre marinaio, la separazione dei genitori a nemmeno due anni di età e la morte della madre Julia nel 1958 in un incidente stradale, che hanno contribuito a delinearne la tormentata personalità.

Dopo il divorzio dei genitori cresce con la zia Mimi a Woolton, nella casa di Menlove Avenue (Mendips).

Gli anni dell’adolescenza sono cruciali nella definizione di una personalità forte ma schiva, ombrosa ma carismatica.

E’ lui l’artefice della nascita dei Quarrymen nel 1957, una piccola formazione di skiffle destinata probabilmente all’anonimato se non fosse per l’ingresso di Paul McCartney, l’anno successivo.

Con Paul è subito sintonia, artistica soprattutto. Qualche timido tentativo di ingenuo pop (Hello Little Girl, Like Dreamers Do, Love of the Loved) prepara la strada a Love me Do, primo storico 45 giri dei Beatles.

Da quel primo singolo la firma Lennon & McCartney apparirà su oltre 200 canzoni, anche se i meriti non saranno equamente suddivisi.

Dei due, Lennon è sicuramente il più fantasioso ed il meno canonico, nonché autore di alcune tra le pagine di maggior suggestione (Strawberry Fields Forever, In my Life, A Day in the Life) o di più alto contenuto lisergico (Lucy in the sky with diamonds, I Am the Walrus, Tomorrow never knows, Rain).

Una svolta importante nella sua vita, ma anche nella storia dei Beatles, è l’incontro con Yoko Ono, il 9 novembre 1966 a Londra, in occasione di una mostra dell’artista giapponese d’avanguardia intitolata “Unfinished Paintings and Objects”.

Da quel giorno John subisce una profonda trasformazione, allontanandosi gradualmente dai compagni e dalla prima moglie Cynthia Powell (dalla quale aveva avuto il figlio Julian), in cerca di una nuova dimensione personale ed artistica.

Tra i due nasce una totale sintonia artistico-affettiva, un rapporto a 360° tra sesso, arte, musica, sperimentazione, politica e provocazione.

Se di sicuro non è solo quella la ragione della separazione dei Beatles, sta di fatto che ad un certo punto Lennon e McCartney si scoprono con diverse prospettive di vita ed artistiche.

Spinto da Yoko, Lennon cerca una nuova identità al di fuori del gruppo ed inizia ad impegnarsi in progetti solo suoi ed in clamorose provocazioni che discendono direttamente dalla celebre dichiarazione di qualche anno prima:

“i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo”.

Nel 1967 recita nel film antimilitarista “How I Won The War” di Richard Lester e l’anno seguente partecipa al “Rock ‘n’ Roll Circus” dei Rolling Stones.

Il 20 maggio 1968, mentre la moglie è in vacanza in Grecia, John invita Yoko nel suo appartamento e lì si consuma probabilmente la prima notte di “sesso & arte”, due elementi essenziali e intimamente legati in un rapporto di coppia che si fa sempre più stretto (la testimonianza di quell’incontro è “Unfinished Music No.1 – Two Virgins”, una raccolta di suoni e rumori registrati tra mezzanotte e l’alba).

Il matrimonio, il 20 marzo 1969 a Gibilterra è l’occasione per una nuova clamorosa iniziativa: la luna di miele trascorsa a letto, prima all’Hilton di Amsterdam e poi a Toronto, in Canada.

Sono iniziative in favore della pace nel mondo, ampiamente pubblicizzate dalla stampa e sostenute dal singolo “Give peace a chance”, registrato in diretta al bed-in di Toronto con la partecipazione di tutti gli amici artisti e musicisti che si trovano nei dintorni, con l’aggiunta di giornalisti, fotografi, dipendenti dell’albergo.

Quel gruppo estemporaneo viene chiamato “Plastic Ono Band“, un nome che rimane a definire anche la prima band di Lennon, che esordisce nel settembre ’69, sempre a Toronto in occasione del “Rock ‘n’ Roll Revival Show”, con Eric Clapton, Klaus Voormann ed Alan White (il relativo album è “Live Peace in Toronto”).

Il singolo “Ballad of John & Yoko”, registrato dai soli John e Paul è sintomo dell’invadenza della coppia anche all’interno del gruppo. Sarà comunque l’ultimo numero 1 inglese dei Beatles.

L’annuncio della separazione dei Beatles, nell’aprile 1970, vede comunque Lennon già impegnato a tempo pieno per proprio conto.

Dal mese precedente insieme a Yoko è in terapia psichiatrica con il professor Arthur Janov, fautore della teoria dell’urlo primordiale, i cui effetti si manifestano nelle canzoni di “Plastic Ono Band”, uno dei dischi più belli di Lennon, in cui affiorano ricordi e turbamenti infantili in una serie di canzoni emozionanti.

Il 13 agosto 1971 Lennon lascia per sempre l’Inghilterra e prende casa a New York, scelta come nuova base per lanciare messaggi di pace universale (contenuti nella canzone “Imagine” dell’omonimo album, per esempio).

E’ una presenza scomoda per le autorità americane che non gradiscono quelle clamorose prese di posizione contro l’autorità costituita e non vedono di buon occhio le sue assidue frequentazioni con esponenti della sinistra radicale. Tenteranno infatti a più riprese di ritirargli il visto (anche l’FBI, peraltro, ha da tempo aperto un dossier su di lui).

In risposta ai ripetuti attacchi alla sua libertà di espressione, Lennon pubblica, con l’aiuto della band newyorkese “Elephant’s Memory“, “Some Time in New York City”, un doppio album confezionato graficamente alla maniera di un quotidiano, dagli aggressivi contenuti politici e militanti, dedicati senza mezze misure a tutti i temi scomodi di quegli anni, nessuno escluso.

Per tutto il 1973 Lennon combatte la sua guerra privata contro le autorità americane, limitando il più possibile le polemiche pubbliche ed adottando un profilo più basso, impegnato ma meno aggressivo. Costretto per contratto a realizzare un nuovo album, Lennon lo fa svogliatamente producendo un disco minore come “Mind Games”, con pochi alti come la splendida title-track e molti bassi.

Nel 1974 John combatte invece una battaglia con se stesso: in una sorta di terribile prova di fedeltà, Yoko ha orchestrato una temporanea separazione, mettendolo addirittura tra le braccia della propria assistente personale, May Pang.

E’ uno dei periodi più bui della vita di Lennon, quello che lui stesso definirà “The Lost Weekend”, dato che nel frattempo si è trasferito a Los Angeles e conduce una vita disordinata ed alcolica insieme ad Harry Nilsson ed agli altri compagni di bravate Ringo Starr e Keith Moon.

In più è impegnato in una difficile causa legale con Morris Levy, l’amministratore dei diritti musicali di Chuck Berry, che lo aveva accusato di aver copiato “Come Together” da “You Can’t Catch Me”.

In cerca di un compromesso Lennon consegna a Levy i nastri di alcuni brani di rock ‘n’ roll a cui sta lavorando e questi ne approfitta per pubblicarli su “Roots” un celebre quasi bootleg addirittura pubblicizzato in televisione, che anticipa il disco ufficiale “Rock ‘n’ Roll” pubblicato dalla EMI nel 1975.

Nel frattempo, Lennon aveva comunque riacquistato fiducia nelle sue capacità di autore di successo con l’album “Walls and Bridges”, trainato dal singolo “Whatever Gets you Thru the Night”. Il brano era stato prodotto grazie all’aiuto dell’amico Elton John che ne aveva anche pronosticato il piazzamento in cima alle classifiche americane, azzeccando la previsione. Per onorare l’impegno Lennon era quindi salito sul palco come ospite durante il concerto di Elton John al Madison Square Garden il 28 novembre ’74 (nel Thanksgiving Day), realizzando di fatto la sua ultima apparizione live.

Il 9 ottobre 1975, nel suo trentacinquesimo compleanno, pochi giorni dopo che la Corte Suprema di New York aveva deciso di ritirare l’ordine di espulsione, nasce il figlio Sean e Lennon annuncia un ritiro artistico di cinque anni per dedicarsi alla famiglia.

L’esilio sarà pressoché totale perché per avere nuove notizie bisognerà attendere il 1980 e l’album “Double Fantasy”, resoconto in musica della coppia John & Yoko negli anni del “buen retiro” nella lussuosa residenza di Dakota House, affacciata sul Central Park.

La sera dell’8 dicembre, davanti a casa, Lennon viene ucciso a colpi di pistola da Mark Chapman, uno squilibrato ossessionato dalla figura dell’ex Beatle. E’ una delle più tragiche e sconvolgenti notizie del rock e l’emozione è tanta ed unanime, in ogni parte del mondo.

La morte consegna Lennon al mito, sostenuto negli anni da Yoko Ono con una serie di iniziative non solo discografiche, orchestrate e curate in prima persona.

Tra i lavori pubblicati, spiccano il postumo “Milk and Honey”, (una raccolta di demo in origine scartati per Double Fantasy ma già previsti per la pubblicazione in un album successivo), “Live in New York City” (testimonianza del famoso concerto “One to One” del 30 agosto 1972 al Madison Square Garden, in favore dei bimbi handicappati) e soprattutto il cofanetto “Lennon Anthology” che deriva direttamente da una serie di famose trasmissioni radiofoniche messe anche su bootleg (“The Lost Lennon Tapes”), con ampio dispiego di nastri inediti provenienti dagli archivi personali dell’artista.

Lo ricorderanno anche gli ex compagni Paul, George e Ringo con “Free as a Bird” e “Real Love”, due demo incompiuti di John sui quali i tre sovraincidono voci e strumenti per farne le nuove canzoni incluse nel progetto “Anthology” dei Beatles, a metà degli anni ‘90.

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