David Gilmour, uno dei chitarristi più immensi che la musica abbia mai avuto, nasce a Cambridge, in Inghilterra, il 6 marzo 1946.

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Il suo nome non può non essere collegato ai Pink Floyd, storica band di cui ancora porta le redini. Entra a far parte del gruppo nel 1968, col compito di rimediare agli errori del cantante, chitarrista e fondatore Syd Barrett che, a causa del suo stato di salute mentale sempre più instabile, provoca non poco disagio durante i concerti. Dopo un breve periodo a cinque elementi, Barrett viene allontanato e  Gilmour diventa l’unico chitarrista e presta anche la sua voce insieme al bassista Roger Waters e al tastierista Richard Wright.

È storia nota il grande successo commerciale dei Pink Floyd negli anni a venire, soprattutto con gli intramontabili The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here, album dove Gilmour diventa coprotagonista compositivo.

Visto il successo, Roger Water prende il comando della band scrivendo gran parte degli album successivi, Animals e soprattutto il masterpiece The Wall. 

Questa predominanza di Waters provoca non pochi contrasti con Gilmour, i quali si separano definitivamente nel 1985. Water lascia la band convinto che i Pink Floyd non sarebbero durati senza di lui ma Gilmour prende in mano la situazione e fa risorgere la band dalle sue ceneri con gli ottimi due successivi album A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell, due album influenzati completamente dal suo stile, molto più chitarristico, melodico e meno sperimentale.

Ma oltre alla band madre, Gilmour avvia una sua carriera solista già nel 1978. Dopo aver accusato la restrizione compositiva da parte di Waters con Animals, Gilmour sente il bisogno di sfogare la sua creatività e pubblica l’omonimo David Gilmour.

Stessa conseguenza dopo The Wall, Gilmour pubblica nel 1984 About Face.

Il 2 luglio 2005 è una data storica non solo per lui ma per tutti i Pink Floyd. Infatti dopo vent’anni, in occasione del Live 8, la band si riunisce in formazione originale. L’esibizione rimane alla storia come una delle esibizioni più belle di sempre ma, purtroppo, l’ultima con tutti e quattro gli elementi.

Nel 2006 Gilmour pubblica il suo terzo album solista, On an Island.

Il 12 maggio 2011, all’O2 Arena di Londra, David viene invitato da Waters ad esibirsi con lui sul brano Comfortably Numb e al termine sale anche il batterista Nick Mason con cui suonano Outside the Wall. Questa è l’unica apparizione dei restanti membri dei Pink Floyd dopo la morte di Richard Wright avvenuta due anni prima.

Il 2013 è la volta del ritorno dei Pink Floyd senza Waters. Gilmour decide di pubblicare del materiale rimasto inedito per onorare l’amico e tastierista Wright. Esce The Endless River, un album per la quasi totalità strumentale, ad eccezione per il brano Louder Than Words.

Due anni dopo, Gilmour pubblica il suo quarto album solista, Rattle That Lock. 

Il tour promozionale del 2016 vede il ritorno del chitarrista nell’anfiteatro romano di Pompei, quarantacinque anni dopo l’esibizione con i Pink Floyd per il film documentario Pink Floyd: Live at Pompeii.

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