Roy Orbison muore a soli 52 anni, in seguito a un attacco di cuore.

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Iniziò la sua carriera come cantante rockabilly con i Wink Westerners e coi Teen Kings, che comprendevano Johnny Wilson alla chitarra. Il suo primo successo fu Ooby Dooby, nel 1956, su etichetta Sun.

Nel 1958 la sua Claudette fu incisa dagli Everly Brothers e fu quella l’occasione che lo spinse a Nashville per occuparsi in maniera più organica della sua carriera di cantante e compositore. Only The Lonely scalò in fretta le classifiche inglesi e americane, seguito dalle ballate Blue Angel, Runnin’ Scared, Dream Baby, Crying e Blue Bayou.

Etichettato come “il solitario”, la sua voce e l’inflessione particolare connessa alle sue frasi sentimentali hanno fatto di lui uno standard dell’America musicale degli anni ’50.

Orbison iniziò anche a collaborare con Bill Dees, che aveva conosciuto in Texas. Con Dees, scrisse It’s Over, un successo nel Regno Unito e una canzone che sarebbe stata uno dei suoi pezzi distintivi per il resto della sua carriera. Quando Claudette entrò nella stanza in cui scrivevano Dees e Orbison per dire che stava andando a Nashville, Orbison le chiese se avesse preso con sé dei soldi. Dees rispose: «Una donna carina non ha mai bisogno di soldi». Quaranta minuti dopo, la canzone Oh, Pretty Woman fu completata.

Il singolo vendette oltre sette milioni di copie. Come notò la rivista Billboard:

«In un periodo di 68 settimane, a partire dall’8 agosto 1963, Roy Orbison fu l’unico artista americano ad avere un singolo al primo posto in Gran Bretagna. Accadde ben due volte, con “It’s Over” il 25 giugno 1964, e con “Oh, Pretty Woman” l’8 ottobre 1964. Quest’ultima canzone arrivò al primo posto anche nelle classifiche americane, rendendo Orbison immune all’attuale predominio degli artisti britannici su entrambe le sponde dell’Atlantico.»

Nell’ambito di un lungo percorso musicale nella country music, da segnalare nel 1988 il progetto con i Traveling Wilburys, super gruppo che ha visto Roy Orbison al fianco di Bob Dylan, George Harrison, Tom Petty e Jeff Lynne.

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