Il 6 agosto 1994 muore, per un infarto nella sua casa di Lampedusa, il grande Domenico Modugno.

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Era nato 66 anni prima, il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (BA). Nel 1935, a soli sette anni, si trasferì con la famiglia a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Negli anni Cinquanta a Roma iniziò a frequentare il centro Sperimentale di cinematografia: il suo sogno era fare l’attore, e la sera guadagnava qualche soldo recitando e cantando nei locali.

Nel film Carica eroica del 1952, dovendo interpretare il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino, Modugno cantò  una canzone popolare del suo paese, “Ninna nanna” meglio conosciuta come “Ulìe ci tene ulìe”, grazie alla quale viene chiamato alla trasmissione Trampolino per presentarla.

L’esibizione fu talmente apprezzata che gli fu proposto di ideare e condurre una trasmissione musicale in quattro puntate. Modugno così, all’inizio del 1953, diventò conduttore televisivo con “Amuri… amuri…”.

Modugno ottenne un contratto discografico con la RCA Italiana. Il primo disco pubblicato nel 1954 fu un 78 giri con due brani: La cicoria” e “Ninna Nanna”.

Iniziò così la sua lunga carriera di cantante, autore e compositore, che ebbe uno dei suoi punti più alti con il trionfo al Festival di Sanremo del 1958 con “Nel blu dipinto di blu”, in coppia con Johnny Dorelli. Per questa canzone, tra i vari riconoscimenti, vinse tre premi Grammy (fu per molti anni l’unico a vincere un tal premio per una canzone italiana). Segui un’anno pieno di successi e partecipazione ai più importanti show televisivi dell’epoca (tra cui l’Ed Sullivan Show) e 22 milioni di dischi venduti nel mondo.

Nel 1960 si classificò secondo assieme a Teddy Reno con Libero, che fu comunque un buon successo di vendita; nel 1962 in coppia con Claudio Villa con “Addio… addio…” e nel 1966 con Dio, come ti amo assieme a Gigliola Cinquetti. Parallelamente, continuò con l’attività di attore, partecipando a numerosi film.

Ascoltiamo “La Lontananza”, scritta da Enrica Bonaccorti.

Nel 1984 un ictus colpì Domenico Modugno (complici le 60 sigarette al giorno fumate per trent’anni), in seguito al quale rimase semi-paralizzato, con difficoltà ad articolare le parole. Tenne un ultimo concerto a Polignano a Mare nel 1993, alla presenza di 70.000 persone in occasione della “riappacificazione con i polignanesi” per essersi sempre dichiarato siciliano.

Nel 1993 incise con suo figlio Massimo la sua ultima canzone, Delfini (sai che c’è).

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