Nasce a Dallas, in Texas, il chitarrista e cantante Stephen “Stevie” Ray Vaughan.

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Viene considerato uno dei più grandi esponenti della chitarra Blues. Comincia a praticarla intensivamente già dall’età di sette anni fino a quando, a diciassette anni, abbandona la scuola per dedicarvisi completamente, il tutto completamente da autodidatta.

Il suo primo gruppo è del 1971, i Cast of Thousands, per poi passare nei Nightcrawlers nel 1973. Nel 1975 entra a far parte dei Paul Ray & the Cobras, con i quali registra un album. Nel 1977 forma i Triple Threat Revue, cambiando nome poi in Double Trouble, la band definitiva con cui comincia ad avere un discreto successo. La band, all’inizio, comprende la cantante Lou Ann Barton, il bassista Jackie Newhouse e il batterista Chris Layton, ma nel 1980 la cantante lascia e al basso passa Tommy Shannon.

Il chitarrista viene notato da Mick Jagger che lo indica al produttore Jerry Wexler. Grazie a lui Stevie si esibisce al Montreux Jazz Festival ma, non essendo consono al genere proposto, ottiene solo fischi. Però riesce a suscitare un interesse particolare in David Bowie che lo arruola per incidere l’album Let’s Dance (1983).

Ma per il tour promozionale non riesce a raggiungere un accordo adatto col cantante e ritorna dai suoi Double Trouble. Incidono così il primo album, Texas Flood, registrato quasi interamente in presa diretta.

Il brano Pride and Joy diventa uno dei singoli più venduti e moltiplica i concerti della band, aumentandone la notorietà. Ma è il successivo album, Couldn’t Stand the Weather, che consacra il chitarrista, grazie anche alla riproposizione di Voodoo Child (Slight Return) di Jimi Hendrix.

Il tour promozionale tocca anche l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Canada. L’anno dopo pubblica Soul to Soul, a cui si aggiunge il tastierista Reese Wynans. L’album si allontana dalle sonorità precedenti volgendo verso un Rock più diretto. Grazie al successo sempre più in ascesa, Stevie ritorna al Festival di Montreux nel 1985, questa volta in veste di ospite acclamato, riscattando così la passata esibizione.

Al nuovo album segue nuovo tour, sempre di dimensioni mondiali, portando il chitarrista anche in Italia, all’Umbria Jazz Festival di Perugia.

Ma l’abuso che fa di alcool e droga lo fanno crollare. Durante un concerto in Germania viene colto da collasso e costretto ad interrompere per disintossicarsi. Nel 1987 ritorna ad esibirsi negli Stati Uniti, per buona parte in compagnia del chitarrista Jeff Beck e nel 1988 ritorna in Europa, questa volta in Italia sia a Milano che al Pistoia Blues Festival.

Nel 1990 collabora col fratello Jimmie Vaughan, anch’esso stimato chitarrista, al disco di Bob Dylan Under the Red Sky e da soli, come Vaughan Brothers, al disco Family Style. 

Nel gennaio del 1990 partecipa all’ MTV Unplugged, registrando dodici brani in chiave acustica.

Durante la prima metà del 1990 affronta un tour mastodontico negli USA in compagnia di Joe Cocker. La notte del 27 agosto 1990, dopo aver partecipato a un grande concerto all’Alpine Valley Music Theater nel Wisconsin, con Eric ClaptonRobert CrayBuddy Guy e il fratello Jimmie, Stevie sale su un elicottero per tornare al suo albergo di Chicago. Stanco del concerto, chiede a Clapton di cedergli il suo posto e partire prima di lui. A causa di una fitta nebbia l’elicottero si schianta contro una collina, provocando la morte del chitarrista.

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