Viene pubblicato Brave New World, dodicesimo album della band Heavy Metal inglese Iron Maiden.

I nostri inserzionisti
Spazio inserzionisti

Un album che è un’importante pedina per la storia della “Vergine di Ferro”. Infatti segna il ritorno di Bruce Dickinson al microfono dopo la parentesi con Blaze Bayley e quello di Adrian Smith, il quale si unisce agli altri due chitarristi Janick Gers e Dave Murray dando il via ad una nuova formazione a tre chitarre. Una richiesta questa, soprattutto da parte di Bruce che per ritornare voleva che ci fosse anche Adrian con lui.

La reunion porta nuova linfa alla band che si prefigge una rinascita col botto, dando vita ad un disco spettacolare. L’ingresso di Adrian Smith col riff iniziale di The Wicker Man presenta già il disco nel migliore dei modi. Con The Gost Of The Navigator viene ripreso il discorso già accennato nella vecchia Rime Of The Ancient Mariner. La title track, come gli Iron hanno sempre saputo fare, diventa un cavallo di battaglia. Con Blood Brothers Harris sfondera un brano epico il quale lo dedica al padre morto da poco. Il disco continua ad alti livelli, con The Mercenary, Dream of Mirrors, The Fallen Angel, The Nomad, Out of the Silent Planet, The Thin Line Between Love and Hate, dieci tracce che segnano il ritorno della band, tra cavalcate e melodie irresistibili che solo i Maiden dei tempi migliori hanno saputo fare.

 

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here