Muore a Memphis, all’età di trentanni, il cantautore e chitarrista statunitense Jeffrey Scott Buckley, conosciuto semplicemente come Jeff.

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Figlio d’arte, Jeff Buckley continuò a seguire le orme del padre Tim Buckley. Si rivelò un grande chitarrista e un cantante talentuoso. Il suo background variava dal Jazz al Rock, dall’Heavy Metal al Grunge, dal Country al Reggae.

Fu l’incontro con Andy Wallace nel 1993, già produttore di Nevermind dei Nirvana, che lo portò a lavorare al suo primo disco, Grace. L’album si rivelò da subito come una commistione di perle di Rock raffinato, rendendolo un lavoro completo, rifinito, un capolavoro. Non fu inevitabile il successo che lo portò in giro per il mondo a promuoverlo e da cui si ricavarono varie registrazioni dal vivo.

Solo nel 1996 cominciò a lavorare a nuovi inediti. Tra un concerto ed un altro le sessioni di registrazione cominciarono a prender vita in uno studio di Manhattan. Qualche mese dopo si spostò con la band in uno studio a Memphis. La sera del 29 maggio si stava dirigendo verso gli studi con un furgone quando, passando lungo il fiume Wolf River, chiese all’autista di fermarsi perchè aveva voglia di farsi un bagno. Mentre era in acqua un battello che passava in quel momento provocò un gorgo che lo risucchiò facendolo affogare.

L’album che stava registrando,Sketches for My Sweetheart the Drunk, verrà pubblicato postumo. Un album incompiuto che comprenderà anche i demo incisi prima di morire.

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