«Sono posseduto dall’amore, sono un romantico, e sono un uomo fatto di estremi. Le canzoni di questo album riflettono la mia vita: una variegata selezione di stati d’animo. Ci sono ballate commoventi, c’è tristezza e c’è dolore; ma allo stesso tempo ci sono spunti frivoli e ironici, perché questa è la mia natura.»

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Agli inizi del 1983, sulla scia degli estenuanti tour in Europa, Canada, Nord America e Giappone, Freddie Mercury e il produttore discografico tedesco Reinhold Mack tornarono agli studi Musicland di Monaco per iniziare le sessioni di registrazione del primo album solista di Freddie, chiamato “Mr Bad Guy”. Mack aveva già lavorato con la band, avendo co-prodotto Flash Gordon, The Game e Hot Space.

«È da tempo che desideravo fare un album solista, e il resto della band mi ha incoraggiato a farlo. Sono canzoni pubblicate come Freddie Mercury, ma non è l’inizio di una nuova carriera: è solo una piccola deviazione. Faccio tutto questo con l’esperienza acquisita nei Queen, con la differenza che ora ci sono solo io al comando.»

Due tracce di Mr Bad Guy erano già state abbozzate con i Queen, ma non videro mai la luce:

  • “There Must Be More To Life Than This” risale alle sessioni di Hot Space del 1981. Fu rinviata all’album successivo, The Works, e pensata come brano di chiusura; al suo posto fu scelta “Is This The World We Created?”.
  • “Man Made Paradise” fu composta nel 1983, durante la realizzazione di The Works.

Ciò che emerse nell’aprile del 1985 fu una ricca fusione di materiale che abbracciava l’intero spettro delle emozioni umane; dall’ottimismo di “I Was Born to Love You” e “Let’s Turn It On”, alla sommessa intensità di “Love Me Like There’s No Tomorrow” e “There Must Be More To Life Than This”.

Collaborazioni, duetti… anzi no!

L’idea iniziale di Mercury era quella di collaborare con altri musicisti, e fare qualcosa che difficilmente avrebbe potuto realizzare con i Queen: «volevo provare cose nuove, come i ritmi Reggae e l’orchestra sinfonica».

Freddie Mercury aveva una grande ammirazione per Michael Jackson: si erano conosciuti e si erano frequentati in qualche occasione: nel backstage dei reciproci concerti, a cena a Los Angeles… e un giorno iniziarono a lavorare insieme. La collaborazione produsse tre brani: “There Must Be More to Life Than This”, “State of Shock” e “Victory”. Queste canzoni rimasero a lungo in “stato di lavorazione”, a causa degli impegni reciproci. Tempo dopo, Jackson chiamò Freddie e gli chiese il permesso di completare Victory con Mick Jagger, e inserirlo poi nell’ultimo album dei Jackson Five. «Nessun problema – ribatté Mercury – finché c’è un’amicizia, una canzone rimane solo una canzone!»

Quando arrivò il momento di mettere mano a Mr Bad Guy, però Freddie rispolverò “There Must Be More to Life Than This” e la re-incise da solo. Ci fu qualche screzio, effettivamente: Mercury non sopportava che Jackson portasse con sé il suo lama(!) in studio, durante le registrazioni, e Michael non tollerava l’uso di droghe da parte di Freddie. Scaramucce a parte, Mercury aveva voglia di mettersi alla prova, di vedere cosa sarebbe riuscito a fare da solo: e un’occasione divenne così un’opportunità.

Anche per quanto riguarda la scelta dei musicisti, Freddie si volle tenere lontano dal “solito giro”, e con l’eccezione di Fred Mandel, assoldò musicisti tedeschi. Personalmente, ritengo che il tentativo di prendere le distanze con “i soliti noti” sia fallito in buona parte: nei fatti questi nuovi musicisti hanno suonato come fossero i suoi “vecchi amici”. Ascoltate le chitarre di “She Blows Hot And Cold”, lato B del singolo Made In Heaven: sembra proprio Brian May, con il suo stile e il suo tipico sound.

Dopo la morte di Michael Jackson, Brian May e Roger Taylor contattarono gli eredi, e chiesero il permesso di rimaneggiare i duetti rimasti sepolti nei vecchi nastri. Il permesso fu concesso solo per “There Must Be More to Life Than This”, alla quale i restanti Queen lasciarono le voci originali, il piano di Freddie, e aggiunsero la batteria e le chitarre originariamente incise da May e Taylor. Il risultato fu pubblicato nell’antologia “Forever” dei Queen. Ascoltiamo.

Pubblicazione

«Mi piacerebbe che avesse successo, ci tengo molto, e vorrei che la mia musica fosse accettata ovunque e da tutti. Ma non sono preoccupato del fatto che potrebbe non essere apprezzato: in questo caso pazienza… scriverò altra musica!”

Mr Bad Guy ha prodotto quattro singoli:

  • I Was Born To Love You
  • Made In Heaven
  • Living On My Own
  • Love Me Like There’s No Tomorrow

A causa degli impegni con i Queen, Freddie non ha mai avuto l’opportunità di fare un tour con Mr Bad Guy.

“Living On My Own” rappresenterà il suo primo e unico numero uno. Tristemente, però, sarà un riconoscimento postumo: il remix di Living On My Own del luglio 1993 uscirà venti mesi dopo la morte di Freddie, venderà oltre due milioni di copie e vincerà un premio Ivor Novello. Freddie ne sarebbe stato orgoglioso.

Dedicato a…

La dedica sull’album recita testualmente: «Al mio gatto Jerry, Tom, Oscar, Tiffany e a tutti gli amanti dei gatti di tutto l’universo. Si fottano tutti gli altri!»

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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