I Queen pubblicano News of the World, il loro sesto album.

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Il precedente A Day At The Races era stato considerato “noioso” dalla critica e soprattutto molto simile nello stile al capolavoro A Night At The Opera. I Queen, considerati questi preamboli, pur essendo d’accordo solo in parte, decidono di ritornare alle origini con un Rock più diretto. La coincidenza vuole che quello è l’anno dell’esplosione del Punk a cui fanno capo i Sex Pistols, che dettano le nuove regole per uno stile più semplice e senza troppe elaborazioni. Una coincidenza che all’uscita dell’album fa pensare ad un adattamento dei Queen al nuovo movimento ma che invece era stato già pensato prima che Sid Vicious e compagni venissero alla ribalta.

Nonostante non sia questa la causa della loro scelta, il destino fa incontrare i Queen e i Sex Pistols nello stesso studio di registrazione. La band Punk è impegnata nella registrazione del loro album d’esordio, Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols, che di lì a poco sarebbe esploso come vero effetto mediatico. Noto è lo scambio di frecciatine avvelenate tra Sid Vicious e Freddie Mercury, tra cui la frase di Sid “Allora signor Queen, sei riuscito a portare il balletto alle masse?” e la risposta di Freddie “Stiamo facendo del nostro meglio, caro Simon Ferocious”. Pochi mesi dopo i due album diventeranno due best-seller.

News of the World si apre con We Will Rock You, un brano composto da Brian May con lo scopo di coinvolgere le masse, centrando in pieno l’obiettivo. Il noto arrangiamento ritmico è dato dal battito di mani e piedi dove solo nel finale interviene la chitarra.

Il successivo We Are The Champions, scritto da Mercury, è un’egocentrica dichiarazione dei Queen di essere i migliori ma diventa, insieme al precedente, un inno da stadio, usato dai vincitori di ogni competizione sportiva. Per questo motivo i due brani raggiungono le prime posizioni, soprattutto negli Stati Uniti. I due brani non verranno neanche più divisi nelle esibizioni dal vivo della band, diventando quasi un brano unico, chiudendo i concerti.

Sheer Heart Attack, un brano che sembra fare il verso al nascente Punk ma che invece era stato composto da Roger Taylor già qualche anno prima per l’omonimo album, il quale registra anche basso e chitarra ritmica, lasciando solo l’arrangiamento a Brian.

All Dead, All Dead viene composto e cantato da Brian May. Un brano malinconico ispirato, sembra, dalla morte del suo gatto. La conferma arriva quarant’anni dopo quando, nella versione pubblicata nel 2017 per l’edizione speciale, nel video fatto in animazione, campeggia un gatto come protagonista. Ma la cosa più attraente di questa versione è la linea vocale, cantata da Freddie Mercury, rimasta nascosta per tutti quegli anni tra i vari demo del disco.

Spread Your Wings è composto da John Deacon, il quale si rivela un’arma nascosta nella band. Infatti il bassista, già artefice del singolo di successo You’re My Best Friend, si riconferma ottimo scrittore di singoli di successo. Come sappiamo, in futuro, scriverà altri classici immortali per la band, uno fra tutti Onother One Bites The Dust.

Fight From The Inside è un altro brano diretto e di forte impatto scritto da Roger Taylor e, come era avvenuto per Sheer Heart Attack, viene interamente registrato dal batterista, voce compresa.

Get Down, Make Love è un brano esplicitamente rivolto all’atto sessuale, in cui campeggiano chiari riferimenti vocali durante l’amplesso. Un brano che risulta essere psichedelico alternato a parti dirette e potenti.

Brian May ci delizia in un’escursione Blues col brano Sleeping on the Sidewalk. È uno dei pochi brani realizzati in una sola take (ad eccezione della voce), per dare così una impronta ancora più cruda e diretta tipica del Blues.

Who Needs You è un brano di Deacon molto soft, con chitarre classiche spagnole e maracas.

Con It’s Late Brian May ci presenta un brano Rock in tre parti in cui l’enfasi la fa da padrone, regalandoci un lavoro eccelso tra Freddie e Brian.

Freddie Mercury chiude l’album con My Melancholy Blues, un piccolo gioiello emozionale di stampo Blues, in cui prevalgono pianoforte e voce, completato da un basso fretless di Deacon e da un piccolo accenno di spazzole da parte di Roger Taylor.

La copertina del disco viene realizzata da Frank Kelly Freas, un illustratore di riviste scientifiche. Roger Taylor per caso si imbatte nel numero di ottobre del 1953 della rivista Astounding Science Fiction, nella cui copertina spicca un robot gigante con un uomo tra le mani. Da quel soggetto i Queen commissionano all’artista un’altra opera simile con i quattro membri della band fra le mani del robot.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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