«Ovunque girassi lo sguardo, c’era qualche conflitto in corso; la TV e i media riferivano di un sacco di sommovimenti sociali, e noi ci concentrammo su questi.»

In questo modo il bassista Adam Clayton parlava dell’album “War” degli U2, pubblicato il 28 febbraio 1983. In questo lavoro, l’impegno politico e sociale di almeno quattro dei brani si manifestava senza mezzi termini.

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La celeberrima Sunday Bloody Sunday, è basata su un fatto di cronaca vero, ovvero la strage di pacifici civili nord-irlandesi da parte dell’esercito britannico a Derry, il 30 gennaio 1972.

Seconds parla del nucleare (tre anni dopo sarebbe successo il disastro di Cernobyl), e New Year’s Day è dedicata a Lech Walesa.

The Refugee, tratta di una bambina in un campo profughi. Il resto del disco prosegue sulla falsariga dei precedenti: spaccato di vita quotidiana (Surrender, Red Light), riferimenti biblici (Drowning Man, 40), disagio giovanile (Like A Song) nonché la prima canzone d’amore del gruppo (Two Hearts Beat As One).

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