Qualche anno prima che Kurt Cobain e i suoi Nirvana entrassero prepotentemente negli stereo degli adolescenti americani prima, e di tutto il mondo poi, l’Hair Metal, conosciuto anche come Street Rock, regnava incontrastato nelle classifiche radiofoniche, e band come i Mötley Crüe, Poison e Guns N’ Roses la facevano da padrone.

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In questo mare magnum di fuseax e teste cotonate che sfilavano nelle malfamate strade i Los Angeles in cerca di affermazione personale e successo internazionale, un gruppo proveniente dal New Jersey è riuscito a imporsi nell’ultima ondata di gruppi musicali che imperversava sul finire degli anni 80: gli SKid Row.

Da sinistra: Scotti Hill (chitarra), Rob Affuso (batteria), Sebastian Bach (voce), Dave “Snake” Sabo (chitarra), Rachel Bolan (basso).

Dotati di presenza scenica e forti di un frontman dalle doti vocali eccelse, dal carisma magnetico e dal fascino angelico, gli Skid Row pubblicarono il loro primo album omonimo nel 1989, album che tranquillamente riuscì ad arrivare in cima alle classifiche e a vendere qualche milione di copie, consacrando Sebastian Bach & co. a Rock star a livello planetario.

Composto da undici brani, forti di un paio di ballad, 18 and Life e I Remeber You, capaci di far breccia nei cuori più duri e trascinati da una canzone anthem come Youth Gone Wild (vero e proprio inno di ribellione generazionale), “Skid Row” racchiude in sé tutto il decennio che si apprestava a concludersi, quegli anni Ottanta caratterizzati da un periodo di prosperità, frutto di una politica “raeganiana” volta al benessere ed all’affermazione del cosiddetto “mito americano”.

Oltre alle tre tracce sopra citate bisogna ricordare altre superbe composizioni quali l’opener Big Guns e Piece of Me o altri godibili pezzi come Sweet Little Sister o Here I Am che seppur ingenue dal punto di vista compositivo offrono buoni spunti sui quali poter far emergere le dote canore del cantante, una delle voci più belle della musica, a prescindere dal genere presentato.

Di seguito la playlist completa del disco.

A detta di chi scrive forse la canzone più bella dell’album non è stata inserita dal quintetto del New Jersey fino al 2019 (anno del trentesimo anniversario del disco). Parlo di quella Forever che in sé rappresenta tutto quello che è stato e potevano essere gli Skid Row se fossero comparsi sulla scena musicale anche solo pochi anni prima, ascoltare per credere.

Purtroppo questo gruppo, seppur valido, non è riuscito nel corso degli anni a mantenere standard artistici degni di nota, risultando, di fatto, fagocitato dall’ondata Grunge che ha poi seppellito e distrutto tutto ciò che ha incontrato sulla sua strada.

© 2020, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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