Esce il primo album del cantautore e chitarrista statunitense Jeff Buckley.

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È l’unico album che il suo autore vede pubblicare nella sua breve vita. Il successivo album in studio verrà pubblicato postumo a causa della sua prematura scomparsa.

Il disco prende forma dall’incontro con Andy Wallace nel 1993, già produttore di Nevermind dei Nirvana, nonostante brani come Eternal Life e Last Goodbye già erano stati composti da Jeff nel 1991. L’album si rivela da subito come una commistione di perle di Rock raffinato, un lavoro completo, rifinito, un capolavoro. È uno dei migliori dischi della storia della musica e, a tal proposito, David Bowie dichiara:

“E’ uno dei dieci dischi che porterei su un’isola deserta”.

Il brano che dà il nome al disco è il primo singolo estratto ed è forse quello che più rappresenta l’essenza di Jeff Buckley e del suo carattere, racchiusi in questo gioiello compositivo che nella storia ha pochi eguali.

Last Goodbye, So Real ed Eternal Life sono gli altri singoli estratti dall’album ma ogni brano potrebbe esserne potenzialmente uno.

Per l’edizione del 2004, per il ventennale, altri due brani vengono estratti come singoli, Hallelujah, stupenda reinterpretazione del brano di Leonard Cohen, e il brano Forget Her, brano composto durante le sessioni di registrazioni del disco ma mai pubblicato e rimasto inedito fino ad allora.

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