Nasce nel Gloucestershire il cantante inglese Michael Thomas McCarthy, soprannominato “Mike Patto”.

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Comincia la sua carriera come frontman e vocalist unendosi nel 1965 ai Bo Street Runners, una band inglese di R&B nei quali milita anche un giovanissimo Mick Fleetwood alla batteria.

La sua unica incisione col gruppo è un singolo del 1966 contenente una cover della celebre “Drive my Car” dei Beatles.

Dopo lo scioglimento del gruppo, intorno alla fine del 1966, Mike si unisce ai Timebox, una band pop inglese con all’attivo due singoli ed appena messa sotto contratto dalla Deram.

Il gruppo è composto da Peter “Ollie” Halsall alla chitarra e vibrafono, Chris Holmes alle tastiere, Clive Griffiths al basso e, dopo alcuni cambi di formazione, da John Halsey alla batteria.

La band produce alcuni singoli dal 1967 al 1969 tra cui una cover del brano dei Four Seasons “Beggin’” che ottiene un discreto successo nel 1968.

Nel 1970 Chris Holmes abbandona il gruppo che, rimasto in quartetto si ribattezza “Patto”, dal nome del suo vocalist, cambiando completamente proposta musicale.

Difatti il gruppo firma per la Vertigo e si dedica alla definizione di un personalissimo e ruvido stile rock progressivo che ha nella straziante voce di Patto e nella fluida chitarra di Halsall i momenti migliori.

La band pubblica tre LP in altrettanti anni, passati tutti inosservati dal punto di vista commerciale ma destinati a rimanere nella storia del rock inglese come luminosi esempi di un altro tipo di progressive, non barocco nè romantico ma sempre controcorrente e di non facile ascolto.

Il primo album omonimo, pubblicato nel 1970, è caratterizzato dall’eccezionale voce di Mike rauca, sofferta, quasi dolente nella sua amelodicità unita all’altrettanto fenomenale capacità chitarristica di Peter “Ollie” Halsall.

Il disco è splendido, grezzo nel missaggio, sporco nel suono, cinico nei testi e lontanissimo da qualsivoglia tentazione commerciale o compromesso pop e melodico, in uno stile che rilegge composizioni di rock progressivo e rock blues con approccio jazz.

Nel secondo album “Hold Your Fire” del 1971 i Patto confermano il loro ruvido stile rock blues progressivo con altri brani folgoranti e con un risultato leggermente più curato e smussato negli spigoli più taglienti.

Mike Patto canta con la carta vetrata in gola mentre Halsall esibisce una tecnica ed un inventiva chitarristica con pochi eguali. Formazione, produzione e stile rimangono pressochè invariati come, purtroppo, anche gli esiti commerciali.

Dopo essere passati alla Island i Patto producono il loro ultimo album “Roll ‘em Smoke ‘em Put Another Line Out” nel 1972, un pò sottotono rispetto alle prove precedenti in cui però trova posto quello che per Bevis Frond è il più bell’assolo di chitarra di tutto il rock, nel brano “Loud Green Song”:

“I Pistols in jam con Hendrix sotto anfetamina”.

Senza nessun riscontro commerciale, la band si scioglie nel 1973 lasciando in sospeso le sessions del quarto LP, che vedrà la luce solo nel 1995 con il titolo “Monkey’s Bum”.

Mike Patto nel frattempo aveva partecipato al progetto jazz-rock “Centipede” (una big band di circa 50 musicisti jazz e rock britannici messa in piedi dal pianista Keith Tippett per il doppio album “Septober Energy” prodotto da Robert Fripp nel 1971).

Nel 1974 entra nel gruppo hard rock degli Spooky Tooth, orfani del cantante tasterista Mike Harrison, per il loro ultimo album “The Mirror”.

Il lavoro è di buon livello, con brani taglienti come “Fantasy Satisfier” e “Two Time Love”, anche se la magia del gruppo è venuta a mancare in seguito alla separazione della coppia portante Mike Harrison-Gary Wright.

Alla fine del 1975 Patto e Halsall ci riprovano con la sigla “Boxer” con i musicisti Keith Ellis (basso) e Tony Newman (batteria), ma neppure quest’iniziativa ha fortuna.

Il primo album “Below the Belt”, pubblicato nel 1976 dalla Virgin, è un ottimo esempio di hard rock ma verrà ricordato principalmente per la copertina osè (una donna coperta solo da un guantone di box).

Il secondo album “Absolutely”, pubblicato dalla Epic nel 1977, vede l’ingresso di nuovi musicisti, tra cui l’ex Vanilla Fudge Tim Bogert al basso, ma delude per l’assenza di Halsall. Questo sarà purtroppo l’ultimo album inciso da Mike Patto, che muore per un tumore alla gola il 4 marzo del 1979.

Il terzo album dei Boxer “Bloodletting”, pubblicato postumo dalla Virgin nel 1979, dopo la morte di Mike Patto e di Keith Ellis (avvenuta nel dicembre 1978), era in realtà stato registrato nel 1976 dopo la pubblicazione di Below the Belt e rimasto in naftalina fino a quel momento.

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