Esce in Gran Bretagna “RAM”, il secondo album solista di Paul McCartney dopo lo scioglimento dei Beatles.

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Il disco, già uscito qualche giorno prima negli Stati Uniti (il 17 maggio), è attribuito a Paul & Linda McCartney. In realtà il contributo di Linda, oltre ad alcuni crediti compositivi, si limita a qualche coro e controcanto.

Nel disco d’esordio, realizzato nella sua fattoria in Scozia, McCartney aveva suonato tutti gli strumenti; era una produzione più casalinga. Questa volta Paul decide di registrare con un diverso approccio. Il disco è infatti frutto di un intenso sforzo professionale con viaggi d’oltreoceano: è registrato tra New York e Los Angeles da ottobre 1970 ad aprile 1971, e si avvale del supporto di altri musicisti.

I collaboratori di Paul in questo disco, oltre a Linda, sono Hugh McCracken, David Spinozza alle chitarre, e Dave Seiwell alla batteria. Spinozza curiosamente suonerà anche nel disco di Lennon “Mind Games” e nell’album “Ringo the 4th” di Ringo Starr, mentre Dave Seiwell farà parte degli “Wings”.

Curiosa la copertina che ritrae Paul alle prese con un montone (RAM) mentre lo prende per le corna. Nel retro invece, compare una foto con due insetti (simili a scarafaggi) che copulano. Quest’ultima foto, e alcuni passaggi nei testi dei brani “3 Legs”, “Too Many People” e “Dear Boy”, sono interpretati da John Lennon come un attacco alla sua persona, a Yoko e alle sue recenti attività. La risposta non tarda ad arrivare: in occasione della pubblicazione di “Imagine”, John rivolge un attacco a McCartney nel brano “How Do You Sleep”. Inoltre, inserisce nel disco una cartolina, come parodia all’immagine di copertina di RAM, che lo ritrae mentre prende un maiale per le orecchie.

Il disco, preceduto dal singolo “Another Day/Oh Woman, Oh Why” che aveva già ottenuto un discreto successo, raggiunge il primo posto nelle classifiche inglesi e il secondo in quelle statunitensi. Negli USA rimane in classifica per più di cinque mesi e guadagna il disco di platino. L’accoglienza della critica è però meno benevola: la rivista Rolling Stones lo definisce: «Il punto più basso della decomposizione del Rock degli anni Sessanta. Incredibilmente incoerente e completamente inadeguato».

In realtà col passare degli anni il giudizio negativo della critica sarà rivisto e il disco rivalutato, fino a definirlo uno dei lavori più caratteristici dello stile di McCartney.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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