Nasce a Cannock nello Staffordshire il bassista e cantante inglese Glenn Hughes, denominato “the Voice of Rock” per le sue capacità vocali e per la sua versatilità.

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Comincia la sua carriera giovanissimo cimentandosi principalmente come bassista in piccole band locali tra cui i “Finders Keepers” che verso la fine degli anni ’60 sarebbero diventati il nucleo iniziale dei Trapeze.

La prima formazione dei Trapeze che comprende, oltre a Hughes, il batterista Dave Holland, il chitarrista Mel Galley, il tastierista Terry Rowley ed il cantante John Jones pubblica il primo album omonimo nel 1970 per l’etichetta Threshold.

Dal secondo album “Medusa” datato 1970 la formazione si riduce a trio con i soli Holland, Galley e Hughes, che per l’occasione diventa anche la voce solista del gruppo.

In questo disco e soprattutto nel successivo “You Are The Music, We’re Just The Band” del 1972 il gruppo presenta una formula inedita di hard rock contaminato con Funk e Soul di stampo tipicamente americano.

Trapeze-Black cloud

Nel 1973 Hughes viene invitato ad unirsi ai Deep Purple, orfani di Ian Gillan e Roger Glover, nel duplice ruolo di cantante e bassista.

Dopo l’ingaggio di David Coverdale come voce solista, i due cantanti si dividono le parti vocali in “Burn”, il primo album targato “Mark III”, dando vita ad un connubio ben riuscito ed accentuando la componente blues nelle composizioni del gruppo.

Deep Purple-Burn

Nel successivo album “Stormbringer” del ’74 il contributo funky rock di Hughes si fa però molto più evidente e ciò costringe all’abbandono il chitarrista e membro fondatore Ritchie Blackmore, particolarmente infastidito dalla nuova piega intrapresa dalla band.

Deep Purple-Holy Man

La band sopravvive per un altro anno grazie all’innesto del chitarrista americano Tommy Bolin che entra da subito in sintonia con Hughes, dando vita all’ultimo album dei Purple prima dello scioglimento: l’ottimo “Come Taste The Band” nel 1975.

Deep Purple-This time Around-Glenn Hughes

Dopo una lunga tournee mondiale conclusasi in Inghilterra nel marzo del 1976 ed alcune deludenti performances live principalmente a causa delle condizioni di Bolin, spesso sotto l’effetto di droghe, la band decide infine di sciogliersi.

Deep Purple-Gettin tighter

A questo punto Hughes desidera tornare al più presto al lavoro, non nascondendo propositi solisti. Per un po’ di tempo pensa di riformare i Trapeze, ma visto che le cose non sembrano andare in porto finisce con l’agire in proprio.

La voglia di fare è enorme ma anche poco calibrata e così il suo primo album solista “Play Me Out” del 1977 soffre di qualche difetto di coordinazione. Infatti Hughes domina in modo quasi ossessivo sui vari turnisti convocati per l’occasione e le sue interpretazioni vocali alle volte sfiorano il parossismo. In ogni caso l’album è interessante per capire le passioni musicali e l’identità stilistica: la scuola Motown, un certo Funky-Soul ed il R&B fanno ovunque capolino, mentre il grande assente è il rock e principalmente l’hard.

Glenn Hughes-I found a woman

Il lavoro, dedicato alla memoria dell’amico Tommy Bolin prematuramente scomparso, non è premiato da vendite incoraggianti. A causa di questo risultato negativo il cantante si ritira per un certo periodo dalla vita musicale attiva, trasferendosi a Los Angeles.

Si hanno di nuovo sue notizie nel 1982 quando riappare a sorpresa insieme al chitarrista Pat Thrall (ex Automatic Man) realizzando l’album in duo “Hughes-Thrall”. Il disco, che segna un inaspettato ritorno ad una forma di Heavy Rock commerciale, viene premiato da un certo riscontro di pubblico.

Hughes/Thrall-the look in your eye

Hughes attraversa comunque un periodo negativo anche a causa della dipendenza dalle droghe che gli impediscono di focalizzarsi su un progetto individuale per quasi tutti gli anni ottanta.

Fanno eccezione alcune sporadiche collaborazioni come quella per il progetto “Phenomena” ideato dai fratelli Mel e Ted Galley (con due album usciti tra il 1985 ed il 1987), la partecipazione al disco “Run For Cover” del chitarrista Gary Moore nel 1985, e quella con il chitarrista Tony Iommi per l’album “Seventh Star” del 1986 a nome “Black Sabbath featuring Tony Iommi”.

Phenomena-Still the night

Gary Moore-Reach for the sky

Tony Iommi-No stranger to love

La collaborazione con quest’ultimo si interrompe però in maniera burrascosa durante il successivo tour a causa di tensioni provocate dall’abuso di droga ed alcool che condizionano negativamente le prestazioni live del cantante.

Dopo essersi finalmente disintossicato e superato il periodo buio Hughes inaugura positivamente il nuovo decennio dopo la partecipazione all’album “Slip Of The Tongue” con i Whitesnake del vecchio amico Coverdale.

Infatti collabora anche all’album omonimo dei Lynch Mob dell’ex chitarrista dei Dokken George Lynch ed in “Face The Truth”, eccellente lavoro solista dell’ex chitarrista degli Europe John Norum.

Inizia così una fase molto produttiva per Hughes che recupera smalto ed entusiasmo, sfornando quasi un album solista all’anno, a partire dall’album “Blues” del 1992.

Glenn Hughes-the boy can sing the blues

Seguiranno infatti circa 20 album solisti fino al 2016, nei quali il cantante alternerà Hard Rock, Funk e sonorità A.O.R., oltre a riprendere assiduamente l’attività live.

Glenn Hughes-Why don’t you stay

Glenn Hughes-Soul mover

Di particolare rilievo le collaborazioni con l’ex cantante dei Rainbow Joe Lynn Turner sotto la sigla HTP (Hughes/Turner Project), con il chitarrista Richie Kotzen per l’album “Wave Of Emotion” del 1996 e più di recente con il supergruppo Black Country Communion con la partecipazione di Derek Sherinian (ex Dream Theater) alle tastiere, Jason Bonham (figlio di John Bonham) alla batteria e Joe Bonamassa alla chitarra.

HTP-Losing my head

Black Country Communion-Collide

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