Il Pink Floyd pubblicano il loro quinto lavoro in studio: “Atom Heart Mother”. L’album ruota attorno alla suite omonima dove i Pink Floyd, per la prima volta, uniscono le sonorità rock ad un’Orchestra, in un esperimento già tentato da altri gruppi del periodo come i Moody Blues, i Nice ed i Deep Purple.

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L’album segna un cambiamento nel sistema di composizione del gruppo, che si sviluppa a partire da alcuni spunti di improvvisazione.

“Siamo entrati negli studi senza un piano preciso, ma soltanto con l’idea di fare un LP: praticamente la prima nota è diventata parte del prodotto finito” (Nick Mason)

In origine non erano previsti né fiati, né cori, ma dopo aver messo insieme i vari spunti strumentali in un unico lungo brano, il gruppo si rende conto che occorre un arrangiamento orchestrale per renderlo più corposo.

Chiamano quindi l’arrangiatore Ron Geesin che aveva già collaborato con Waters per la realizzazione della colonna sonora “Music from The Body”.

Il titolo dell’album viene in mente a Mason, dopo aver letto un’articolo su un giornale della sera dove si parlava di una donna tenuta in vita da un cuore atomico per permetterle di partorire.

Per la copertina incaricano nuovamente lo studio Hipgnosis di Storm Thorgerson che la realizza immortalando degli splendidi esemplari di bovini sullo sfondo della campagna inglese.

“c’è una connessione fra le mucche ed il titolo se si pensa alla terra madre, il cuore della terra” (Nick Mason)

Il risultato musicale degli sforzi del gruppo è quindi la suite “Atom Heart Mother”, lunga quasi 24 minuti che finisce tra i solchi del disco omonimo occupando l’intera facciata A.

È il disco della svolta per i Floyd, il primo album a raggiungere la prima posizione in classifica in Inghilterra.

Il lato B del disco contiene altre tracce interessanti come la delicata “If” di Waters, la scanzonata “Summer ’68” di Wright e “Fat Old Sun” di Gilmour con in coda un lungo ed intenso assolo di chitarra. Quest’ultimo brano verrà spesso riproposto dal chitarrista nei suoi recenti tour da solista.

In chiusura del disco una reminiscenza delle suite “The Man”, quando i Pink Floyd preparavano sul palco delle uova al tegamino, riproposta in una mini suite intitolata “Alan’s Psychedelic Breakfast” dove la potenza evocativa della loro musica è inframmezzata a rumori della vita quotidiana di un uomo.

La suite Atom Heart Mother è stata successivamente riproposta dal vivo con l’apporto di un coro e di alcuni elementi d’orchestra in occasione delle sei date del tour intitolato “Atom Heart Mother Goes on the Road” nel dicembre del 1970.

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