Compie gli anni “A Kind Of Magic”, dodicesimo album dei Queen, pubblicato il 2 giugno 1986. L’album è stato realizzato fra l’agosto/settembre del 1985 (anche se i crediti di copertina riportano novembre) e l’aprile del 1986 in quattro luoghi diversi: al Townhouse Studios di Londra, al Musicland Studios di Monaco di Baviera, al Mountain Studios di Montreux e all’Abbey Road Studios di Londra (per le parti orchestrali dirette da Michael Kamen).

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«Un raggio di luce che mostra la via…»

In seguito all’estenuante Works! Tour, concluso nel maggio del 1985, i Queen non vogliono altro che una bella pausa per rigenerarsi. Forse ormai non ci credono neppure più, eppure sentono che il destino del gruppo non è ancora giunto al capolinea. Al resto ci pensano le congiunzioni astrali, che si combinano imprevedibilmente e favorevolmente.
È stato principalmente l’insistente invito giunto da Bob Geldof a far deragliare il treno del fato, conducendo la band alla storica e determinante partecipazione al Live Aid ’85, il 13 luglio dello stesso anno.

Ricordiamo che pochi mesi prima i Queen erano stati messi in blacklist culturale dall’ONU per i concerti a Sun City ed erano stati ignorati dall’iniziativa USA for Africa e non inclusi nella registrazione di We Are The World.

Vivendo in prima persona quei venti minuti di diretta planetaria e rivedendosi in video, incuriositi da Elton John il quale ─ lusinghiero ─ gli dice che hanno rubato la scena a tutti, si rendono davvero conto di avere molto altro da dire insieme nel mondo della musica. Così nel mese di settembre Freddie suggerisce ai compagni di incontrarsi a Monaco per registrare qualcosa di nuovo.

Dapprima viene convocato Spike Edney, il quale presta servizio nel demo ibrido A Kind Of Vision (pubblicato nel CD bonus dell’edizone rimasterizzata dell’album uscita nel 2011) per il quale realizza “tutta” la scarna base musicale. Dopo due settimane è pronta One Vision. È accreditata all’intera band, ma l’idea di base era di Roger, il quale aveva tratto ispirazione dal celebre discorso sul sogno di Martin Luther King Jr.

One Vision esce come primo singolo nel mese di novembre, e cioè con sei mesi di anticipo rispetto al nuovo album. Viene utilizzata nella colonna sonora del film Iron Eagle (“L’aquila d’acciaio”), nelle sale cinematografiche dal 17 gennaio 1986. Sul lato B del 45 giri c’è Blurred Vision, un remix esteso della canzone, basato sulla sezione centrale di percussioni.

Nel frattempo arriva la proposta folle ed allettante del regista australiano Russell Mulcahy, al suo primo vero appuntamento con il grande schermo dopo essersi costruito una fama con i videoclip musicali: i Queen avrebbero realizzato il tema principale del suo nuovo film, Highlander – L’ultimo immortale. Diceva che «aveva bisogno della loro energia». Mulcahy si era già scontrato in merito con il supervisore musicale Derek Power. Prima di procedere al tentativo con i trionfatori musicali del Live Aid, i due valutano anche una proposta a David Bowie e ai Duran Duran.

Il dubbio viene sciolto quando i Queen vengono invitati ad assistere a un’anteprima di venti minuti del lungometraggio. “20 minuti” sembra essere diventata la parola “magica”. Da una sola, le canzoni diventano svariate. I Queen ─ reduci dall’estenuante e incostante Works! Tour, sostenuti dalla nuova linfa vitale conferita dall’esibizione al Live Aid ─ fanno quella che ora come allora appare la cosa meno scontata e più improbabile: accettano di realizzare una nuova colonna sonora a un lustro di distanza dalla precedente (per Flash Gordon) e si cimentano in qualcosa che “gente” come tali Marillon aveva elegantemente lasciato per strada (al loro leader Fish pare che fosse stato proposto anche di recitare nella pellicola).

«Guardammo credo venti minuti del film Highlander prima che fosse completato. Tutti noi dicevamo “Sì, sì, sì… questa me la sento” e a quel punto avevamo in mente delle canzoni. Ho scritto la canzone d’amore del film mentre ero in macchina di ritorno a casa dopo quella prima proiezione, perché ero molto ispirato, mi aveva fatto scoccare la scintilla.
All’inizio del processo compositivo è bellissimo, perché formi tutte le idee da ciò che ti circonda. La parte difficile è quando devi adattare la musica al contesto dell’azione. Si incontra ogni tipo di problema e le cose che pensavi funzionassero non funzionano. Molto spesso quello che avresti buttato via, improvvisamente funziona alla perfezione in un particolare passaggio del film.
Il problema veniva aggravato dal fatto che continuavano a modificare il film mentre noi eravamo a lavoro. Per cui era come tentare di afferrare la code di un asino in movimento.
Ci sono veramente queste due fasi. In quella iniziale il bello sta nell’ottenere l’ispirazione dall’esterno. Non hai nessun problema, neppure quello di sentirti responsabile di ciò che stai facendo; tutto scorre liscio. Poi la parte tosta è portare a termine il lavoro completo.
È stato un sollievo mettere giù il tutto su quel pezzo di cellulosa, completando il lavoro. Da quel momento in poi si siamo detti “OK, il film è completato… Benissimo. Ora facciamo l’album”, ed è quello che è successo. Abbiamo utilizzato alcune idee prese dal film e altre ancora sono giunte a noi da provenienze completamente diverse.» ─ Brian May [1986]

Roger Taylor e Brian May (al centro) assistono con il regista Russell Mulcahy alle scene del film in cui vengono inserite le musiche dei Queen.

Che piaccia o meno il film, va dato atto a Freddie, Brian, Roger e John  di averlo trasformato se non altro nel più lungo video promozionale di canzoni Rock, tale è il legame fra le parti in gioco.

Durante i lavori, Freddie incide una propria interpretazione di New York, New York che resta inedita al di fuori della pellicola originale. La registrazione presente nel settimo CD dell’antologia Freddie Mercury – The Solo Collection (2000) è infatti una versione completamente diversa da quella del film.

Le registrazioni al Townhouse Studios di Londra entrano nel vivo il 10 novembre 1985 e arrivano più o meno a compimento circa un mese dopo, il 13 dicembre.

Il gruppo decide all’unanimità che in ogni caso il nuovo album non doveva essere un’altra colonna sonora, bensì una pubblicazione “Queen” a tutti gli effetti. Un esempio applicato di questo concetto è Friends Will Be Friends, collaborazione tra John e Freddie: il primo scrive maggiormente il testo e il secondo contribuisce in misura ridotta alla melodia. Nelle intenzioni di Freddie doveva essere un ritorno alle origini, una canzone che potesse accompagnare le ormai già celebri We Are The Champions e We Will Rock You negli spettacoli dal vivo; un inno universale all’amicizia. È l’unica canzone dell’album insieme a Pain Is So Close To Pleasure, a non essere compresa in nessuna colonna sonora.

«Freddie ha scritto una canzone chiamata Friends Will be Friends. Penso che Freddie e John ci abbiano lavorato insieme. È qualcosa che ho preso molto a cuore, anche perché ha quel genere di sound tradizionalmente Queen. C’è tutto… se ricordate We Are The Champions o Play The Game, è di quel tipo di stampo. Ha tutti i segni distintivi dei Queen. Inoltre è una nuova canzone, da una nuova idea, ed è qualcosa a cui mi sento immediatamente correlato. Molto bella, un brano molto buono. È davvero completo.» ─ Brian May [1986]

«Era una hit, ma non è diventata quell’inno che ci aspettavamo» ─ Roger Taylor [2003]

«La condivisione dei crediti compositivi di Friends Will Be Friends e Pain Is So Close To Pleasure derivano puramente dal fatto che John Deacon insistette affinché il contributo di Freddie venisse riconosciuto. L’onestà e l’integrità di John non avrebbero potuto suggerirgli di fare diversamente.» ─ Peter Freestone

Dal punto di vista del lavoro in studio si profila una doppia collaborazione. Infatti i brani One Vision, One Year Of Love, Pain Is So Close To Pleasure (versione album), Friends Will Be Friends e Princes Of The Universe sono stati prodotti con Reinhold Mack a Monaco, mentre A Kind Of Magic, Who Wants To Live Forever, Gimme The Prize e Don’t Lose Your Head con David Richards a Montreux. Quest’ultimo diventa un collaboratore fisso e irremovibile da The Miracle in avanti.

«C’è una canzone che ho iniziato io e si chiama Pain Is So Close To Pleasure. Penso che ancora una volta siano stati Freddie e John a lavorarci insieme. È davvero un brano dallo stile sonoro Motown, molto inusuale per noi.
E poi c’è Princes Of The Universe, che è la title track del film, anche se alla fine non è stato chiamato così. Effettivamente avrebbe dovuto essere intitolato proprio con quel nome. Penso che fosse migliore di “Highlander”. Un sacco di persone si fanno un’idea sbagliata dal titolo; pensano che sia un film sui contadini scozzesi o qualcosa del genere… noi suggerimmo di chiamarlo “The Immortals” [“gli immortali”], perché è di questo che parla. Riguarda un gruppo di immortali che combattono fra di loro dalla Scozia del 15° Secolo a New York nel XX Secolo. Ovviamente è un film buonissimo, molto drammatico, duro e anche con una sotto-trama romantica molto bella» ─ Brian May [1986]

«Amo quella canzone. Un sacco di persone pensano che sia un mio pezzo. Di fatto è una canzone di Freddie, anche se c’era stata molta interazione fra di noi durante la sua creazione. Mi sono sempre piaciute molto le avventure di Freddie nel genere pesante. Aveva l’abilità di essere molto energico. Quei riff sono suoi, non miei. È un brano molto complesso di Freddie, molto cinematografico.» ─ Brian May [2003]

Per il lancio dell’album si tiene conto di quanto viene fatto per il film. Highlander esce nelle sale cinematografiche del Nord America il 7 marzo 1986, mentre in Europa arriva solo dal 29 agosto dello stesso anno. Il primo singolo tratto dal nuovo album viene scelto dalla EMI e dalla Capitol Records in base a questo aspetto. Princes Of The Universe è destinato al pubblico americano che conosce per primo la trama del lungometraggio e può meglio comprendere il senso del testo. Nel nostro continente invece apre le danze A Kind Of Magic, scritta con parole dai connotati apparentemente più generalisti.

La magnifica canzone composta da Freddie Mercury non è stata mai eseguita live dai Queen e non è stata pubblicata in patria come singolo, nonostante sia fra le preferite di tutti i fans. L’incalzante assolo di Brian May ricorda in parte la chitarra corrispondente di Dead On Time, dall’album Jazz del 1978.

Roger Taylor è l’autore di A Kind Of Magic. Nei commenti audio alla raccolta Absolute Greatest del 2009, Roger chiarisce che è stata concepita prima di One Vision. La sua idea era radicalmente diversa da come si presenta nell’album. Ha preso spunto da una frase ricorrente di Christopher Lambert: “It’s a kind of magic” (“è una specie di magia”) e ci ha costruito intorno la storia di un uomo che vive portandosi dentro una rabbia che dura da un millennio e che non aspetta altro che il suono di un campanello nella testa per darvi sfogo e compiere il proprio destino, sfidando le porte del tempo.
Freddie l’avrebbe voluta molto più commerciale, con una linea di basso trascinante e un ritmo tirato, continuo e cadenzato. Approfittando di un viaggio di Roger a Los Angeles, Freddie si impadronisce del mixer e con la complicità di David Richards importa l’idea della linea di basso dal loop della sua Keep Passing The Open Windows (The Works, 1984) e trasforma un grande brano pop-rock nel successo commerciale che da allora tutti conoscono. La versione originale di Roger non viene però del tutto accantonata. Figura editata come anatema del film nei titoli di coda ed è stata pubblicata sia nell’ultimo cofanetto celebrativo di Highlander che nel CD bonus della versione deluxe dell’album omonimo rimasterizzato dalla Universal nel 2011. Tuttavia la versione dell’album è stata realizzata dopo il montaggio del film, e quindi non sapremo mai quale delle due sarebbe stata eventualmente scelta per la pellicola.

«Era come se fosse stata composta a pezzettini. Non pensavo che potesse essere un singolo. La trovo carica e bellissima, ma non una immensa hit come singolo, perché era bizzarra» ─ Roger Taylor [2003]

«È interessante notare che la versione concepita inizialmente da Roger era piuttosto lugubre e pesante. Freddie la rese completamente accessibile e commerciale inserendovi quei riff e altri piccoli dettagli.» ─ Brian May [2003]

«In One Vision ho rubato a me stesso un po’ delle idee di A Kind Of Magic» ─ Roger Taylor [2009]

Durante le sessioni di registrazione viene anche avviata la composizione e una prima versione di Heaven For Everyone, poi pubblicata dai The Cross di Roger Taylor e successivamente nell’album Made In Heaven dei Queen. Crystal Taylor, l’assistente di Roger, all’epoca ha definito questo brano «la più grande hit che i Queen non hanno avuto».

Le musiche di A Kind Of Magic ─ questo diventa il titolo definitivo ─ sono tracimanti di suoni elettronici, specialmente le percussioni di Roger.

«Iniziammo ad utilizzare i sintetizzatori e ci furono molte escursioni da parte nostra nel dominio delle tastiere. Principalmente il mio contributo ha riguardato (in ordine sparso) Scandal, Was It All Worth It, Hang On In There, Too Much Love will Kill You, No-One But You, One Vision (nella quale le mie prime divagazioni su un Kurzweil ha portato alla sezione di apertura), I Can’t Live With You, The Show Must Go On. E poi naturalmente c’è Who Wants To Live Forever. L’unico pezzo puramente suonato al piano da me in questo periodo è stato Forever. L’ho abbozzata in presa diretta nello studio [a Monaco] e l’ho recuperata in seguito come bonus track» ─ Brian May [2003]

Tante, come mai prima e mai più in seguito, sono le collaborazioni in questo disco con altri artisti. Lynton Naiff degli Affinity cura gli archi nell’arrangiamento di One Year Of Love. Nello stesso brano, il compositore jazz inglese Steve Gregory suona il sax. La  cantante, chitarrista e compositrice inglese Joan Armatrading registra delle parti vocali in Don’t Lose Your Head. Il compianto Michael Kamen cura gli arrangiamenti della National Philharmonic Orchestra con 40 giovanissimi coristi in Who Wants To Live Forever. Da annoverare anche Spike Edney, coinvolto fin dal primo demo A Kind Of Vision.

«Michael Kamen ha composto e registrato un meraviglioso spartito musicale, il solco perfetto per le nostre canzoni scritte per il film. La mia connessione con lui era più forte. Ha lavorato a stretto contatto con me per Who Wants To Live Forever. Mi ha anche gentilmente detto che avrei dovuto tagliare un pezzo che diceva “non io”. Successivamente abbiamo collaborato ad altri progetti, inclusa la sua composizione per le Olimpiadi Invernali, nella quale ho suonato la chitarra. E naturalmente c’è stato anche il progetto di God Save the Queen dal tetto di Buckingham Palace per il Giubileo. Per fare tutto questo doveva esserci una fiducia perfetta fra di noi, con lui di sotto a condurre l’orchestra ed io lontanissimo su un tetto ventoso! Michael aveva un adorabile senso dell’umorismo e la quiete nell’accettare quello che sarebbe successo. Era anche una delle poche persone che abbia mai incontrato ad avere una vera sensibilità rock, ma anche un controllo impeccabile della musica classica, sia nella teoria che nella pratica. Era capace di agire come ponte fra questi due mondi completamente diversiVorrei che ci fossero altre opportunità di fare cose con lui. Tengo molto preziosi i momenti che abbiamo trascorso insieme. Riposa in pace caro amico.» ─ Brian May [2003]

Who Wants To Live Forever è stata scritta da Brian May quasi completamente durante il viaggio di rientro a casa in auto dopo la prima visione del film in versione provvisoria.
Ne canta un pezzetto al suo manager che guidava l’automobile. Lui chiede «E questa da dove salta fuori?», domanda alla quale Brian risponde «Non lo so neanche io».

A differenza da quanto alcuni pensano, il motivo che Brian suona al piano Bösendorfer nel documentario Magic Years non è Forever. Brian ne ha parlato in un’intervista del 1998:

«Penso che fosse una canzone chiamata Butterfly. Non la ho mai pubblicata. È da qualche parte in cantina. Anche se l’ho studiato, non suono spessissimo il piano. È ottimo per aiutarsi a scrivere le canzoni».

È stata infine pubblicata con il titolo All Things That Glitter nell’album The Cosmos Rocks dei Queen+Paul Rodgers del 2008 e viene regolarmente eseguita nei set live semi-acustici di Brian May e Kerry Ellis con il titolo I Loved A Butterfly.

«Muscoli e magia per “A Kind Of Magic”, l’attesissimo nuovo LP di Mercury e compagni. Maestone sonorità e potenti inni come soltanto loro sanno fare.» ─ Ciao 2001 [1986]

A Kind Of Magic raggiunge il primo posto nella classifica del Regno Unito, ottenendo la certificazione dello status di Disco di Platino. Arriva anche al secondo posto in Olanda, al 3° in Austria e all’8° in Italia. In tutto il mondo ne sono state vendute circa 6 milioni di copie.

Continua invece l’allontanamento dal mercato nord-americano, visto il 46mo posto nella Billboard. Pochi sottolineano anche il crollo di seguito in Giappone, dove l’amatissimo quartetto non va oltre il 25mo posto in classifica.

Oltre a quanto già presentato in fino a questo punto, le sessioni di registrazione dell’album A Kind Of Magic ci lasciano altri lavori parziali.

Da quanto ne sappiamo oggi, si vocifera dell’esistenza di un demo chiamato Friends In Pain, probabilmente opera di Freddie. Quest’ultimo a Monaco ha lavorato alla traccia embrionale You Are The Only One. Sempre di Freddie a Monaco, è circolato il demo chiamato nell’ambiente collezionistico Back To Storm. Infine, di recente è emersa anche Battle Scene, registrazione strumentale proveniente da una audiocassetta con materiale del Townhouse Studios di Londra appartenuta a Peter Freestone.

Con tre registi, ma non è cinema

Oltre al contenuto musicale che costituisce una celebrazione in grande stile del pop anni ’80, A Kind Of Magic è un album molto curato anche sotto l’aspetto visivo. Le illustrazioni di copertina sono incentrate su quattro caricature, ognuna per un componente della band. Le ha fatte realizzare il direttore artistico Richard Gray commissionandole al disegnatore Roger Chiasson, il quale ha lavorato come animatore per la Walt Disney. All’interno della copertina a libro ci sono invece altri personaggi di fantasia, alcuni dei quali fanno letteralmente la loro comparsa nel video promozionale della title track.

A proposito dei videoclip promozionali per alcuni singoli tratti dall’album, i Queen si muovono su tre fronti diversi. Realizzano quelli di A Kind Of Magic e Princes Of The Universe con lo stesso regista del film, Russel Mulcahy. Nel secondo viene invitato anche l’attore protagonista Christopher Lambert, che si precipita a Londra da Parigi per prendervi parte. E ne vale davvero la pena! Lambert entra in scena con una transizione che lo trasferisce direttamente da una ripresa del film originale al set del videoclip. Con una spada in pugno duella con Freddie che si difende e risponde al colpo con la sola fidata asta del microfono, fissandosi dritto negli occhi con l’avversario.

Con i Do.Ro., conosciuti durante il tour Hot Space del 1982, registrano i video di Friends Will Be Friends, con la massiccia partecipazione del Queen Fan Club inglese, e di One Vision ─ come già detto in precedenza. Hanno anche montato un collage video per One Year Of Love, incluso nella videocassetta Classic Queen, uscita sul mercato nord-americano.

Infine si affidano al già collaudato David Mallet per la trasposizione visuale di Who Wants To Live Forever. John e Freddie sono elegantissimi, con il primo che armeggia con un contrabbasso avorio. Brian è concentratissimo alle tastiere, che prendono la forma di un immenso organo a canne. La National Philarmonic Orchestra e alcuni giovanissimi coristi completano la scena fra centinaia, forse migliaia di candele… tutto bellissimo… ma Roger appare vestito di jeans, con un look piuttosto scialbo. In seguito ha dichiarato di essersi probabilmente ubriacato per scegliere di indossare quegli indumenti che sembravano caduti per sbaglio nella candeggina.

Altri fatti e aneddoti

  • L’album A Kind Of Magic è stato il primo dei Queen ad essere stato etichettato con la sigla “DDD”. Oggi non fa neppure più testo, ma all’epoca significava una cosa importante, cioè che la registrazione in studio, gli edit successivi e il trasferimento finale del master erano eseguiti completamente in digitale. Durante il mini-documentario di One Vision la band scherza sul fatto che tutta quella tecnologia complicava solo le cose, prova verbale che già al primo stadio di registrazione era in uso la nuova tecnica.
  • One Vision è stato il primo singolo pubblicato dai Queen ad essere accreditato all’intera band e non ai singoli componenti del gruppo. Per sua stessa ammissione John Deacon non contribuì ad altro che alle proprie parti di basso, in quanto al momento era in vacanza estiva con la famiglia e non aveva molto tempo da dedicare al progetto.
  • L’immagine di copertina del singolo One Vision è il negativo di una foto scattata da David Bailey nel backstage del Live Aid, il 13 luglio 1985.
  • In alcune scene del video promozionale di One Visione si vede Brian indossare una T-shirt del Live Aid.
  • Lo schiocco di dita del brano A Kind Of Magic è stato registrato dal chitarrista inglese di origini italiane Chris Rea. Nei primi mesi del 1986 era al Moutain Studios di Montreux per lavorare al proprio album intitolato On The Beach, prodotto e mixato da David Richards. Inoltre Jim Beach era anche suo manager.

  • A causa del messaggio universale e idealista del suo testo, certa stampa criticò i Queen per non aver donato in beneficenza parte dei ricavi del singolo al Live Aid e alle popolazioni etiopiche afflitte dalla crisi umanitaria della carestia. Dimenticavano però che il gesto era stato compiuto con la donazione delle royalties di Is This The World We Created…? a Save The Children (di cui Brian May è ambasciatore).
  • All’inizio di One Vision, maggiormente nella versione presente nell’album, c’è una voce che stata evidentemente incisa al contrario. Riportandola nel senso di riproduzione normale ci sente vagamente la frase “My sweet Satan, oh yes I’ve seen Sabbath“. Un’altra parte vocale a velocità ridotta recita invece una citazione biblica: “God works in mysterious ways“, con Brian che ripete le ultime due parole. Entrambe le sezioni vocali sono state registrate in studio. La frase completa da cui provengono è pronunciata da Freddie che dice «God works in mysterious ways. And hey, people! All around the world. I look forward to those glorious days once again..!» (“Dio opera in modi misteriosi. E allora gente! In giro per tutto il mondo… Attendo ancora una volta quei giorni gloriosi!”).
  • La stramba frase che chiude One Vision, “fried chicken” proviene da una versione registrata per puro divertimento con un testo insignificante. “Pollo fritto” viene lasciato nella versione definitiva su suggerimento di Jim Hutton, il compagno di Freddie.
  • Il mini-documentario e il video promozionale di One Vision rappresenta la prima collaborazione fra i Queen e il duo austriaco Hannes Rossacher / Rudi Dolezal, soprannominati da Freddie “Torpedo Twins” (giocando a suo modo sul soprannome della coppia Jagger / Richard, “Glimmer Twins”). I Do.Ro. hanno lavorato ai video dei Queen fino al RAH Mix di Under Pressure, nel 1999. Hanno ripreso anche l’ultimo video pubblico di Freddie Mercury, in These Are The Days Of Our Lives, il 29 maggio 1991.
  • Il video promozionale di A Kind Of Magic è stato girato all’interno del Playhouse Theatre di Londra (all’epoca un luogo in abbandono). Quasi tutto il materiale utilizzato per le scenografie era effettivamente presente sul posto. Il regista è lo stesso Russel Mulcahy che ha diretto il film.
  • Per spiegare a Freddie e ai ragazzi le proprie idee sulle animazioni del video di A Kind Of Magic, il regista Russel Mulcahy disse che sarebbero state come quelle del film Mary Poppins.
  • La versione originale di A Kind Of Magic così come l’aveva concepita Roger Taylor non è precisamente quella dei titoli di coda, bensì la versione estesa di quasi un minuto più lunga pubblicata nella photo gallery del DVD n.2 di Live At Wembley Stadium (2003).
  • La voce di Freddie che pronuncia le parole “Ha ha ha ha! It’s magic!” è stata campionata e utilizzata nel finale della versione di I Was Born To Love You pubblicata nell’album Made In Heaven del 1995.
  • Sia nel videoclip di One Vision che in quello di A Kind Of Magic, Brian non usa la Red Special, ma una edizione replica della propria chitarra. Inoltre nel video di Princes Of The Universe lo si vede suonare una Washburn “Flying V” RR11V bianca. Nelle registrazioni in studio è stata usata regolarmente la Red Special originale.
  • Come primo singolo dell’album si pensò a Princes Of The Universe negli USA, con A Kind Of Magic nel Regno Unito. Doveva servire ad arrivare sul mercato con le stesse tempistiche del film al cinema, in modo da rendere più chiara agli ascoltatori il significato dei rispettivi testi. La cosa tuttavia non funzionò e in più Princes Of The Universe non uscì mai come singolo nel Regno Unito.
  • Il set del videoclip di Princes Of The Universe è basato sul tetto dell’edificio “Silvercup” inquadrato in una scena del film Highlander.
  • La giacca a vento lunga indossata da Roger Taylor era un regalo lasciato da Christopher Lambert.
  • Nell’immaginario pop italiano “Highlander” è sinonimo di immortale. Eppure significa semplicemente “abitante delle Highland” scozzesi.
  • Princes Of The Universe (“Principi dell’universo”) era il titolo provvisorio originale del film Highlander – L’ultimo immortale. Non si riferiva ai componenti dei Queen.
  • Nella colonna sonora del film Highlander è presente anche Hammer To Fall, dal precedente album dei Queen: The Works, del 1984.
  • A dire di Brian May (in un’intervista giapponese del 1986), John e Freddie odiavano la canzone Gimme The Prize. È documentato in video che anche per Russel Mulcahy era il brano che meno gli piaceva di tutto l’album (in quanto non amava il genere heavy metal).
  • La parte di Gimme The Prize con il dialogo dal film in cui Kurgan il cattivo dice “It’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”) è presente nella canzone “Hey Hey, My My (Into the Black)”, un brano di Neil Young del 1979. Le stesse parole sono state scritte da Kurt Cobain nella propria lettera di suicidio (in cui, lo ricordiamo, menziona direttamente anche Freddie Mercury, suo idolo).
  • Pain Is So Close To Pleasure è un esempio più unico che raro di doppia produzione sullo stesso brano: Mack vi ha lavorato prima con Brian e poi con John e Freddie a Monaco, mentre Richards ne ha poi elaborato il remix esteso per il singolo.
  • Nel contesto del film, la frase/titolo Don’t Lose Your Head (“Non perdere la testa”) suona ambigua e divertente. È stata un’idea di Roger Taylor.
  • Joan Amatrading fa un cameo con la propria voce nel brano Don’t Lose Your Head. Negli anni ’70 ha suonato il piano in alcuni album dei Thin Lizzy, i quali nel 1977 sono stati in tour aprendo i concerti dei Queen nel Nord America.
  • A Dozen Red Roses For My Darling è una specie di versione strumentale di Don’t Lose Your Head, scritta da Roger Taylor. Non è mai comparsa in nessun album, ma soltanto come lato B dei singoli.
  • Don’t Lose Your Head all’epoca venne utilizzata anche nella campagna di prevenzione degli incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebrezza.
  • Negli spettacoli live dei Queen di tutti i tempi, Friends Will Be Friends è stata l’unica canzone ad “intromettersi” nella sequenza del bis finale fra gli inni We Will Rock You e We Are The Champions.
  • Per il video promozionale di Friends Will Be Friends ─ girato al Stone Bridge Studios di Wembley a Londra nel maggio del 1986 ─ vengono convocati 850 iscritti del Fan Club Internazionale dei Queen.
  • Nel video di Who Wants To Live Forever si vede per la prima volta Brian May cantare da solo una strofa di una canzone con i Queen in versione studio.
  • One Year Of Love è l’ultimo singolo tratto dall’album A Kind Of Magic, pubblicato solo in Spagna e Francia. Si dice che John Deacon (autore della canzone) abbia avuto un forte litigio con Brian May. Per questo nel brano non sono presenti parti della sua chitarra e gli assoli sono stati affidati al sassofono di Steve Gregory.
  • Il sassofonista Steve Gregory ha suonato anche nella canzone Honky Tonk Women dei Rolling Stones e in Careless Whisper di George Michael. Nel 1990 ha intrapreso l’attività solista, pubblicando il suo primo album, intitolato Bushfire, nel quale ha suonato anche John Deacon. Gregory, nella sua lunghissima carriera da session player, ha collaborato fra gli altri con i T-Rex, i The Animals, Suzi Quatro, Van Morrison e gli Slade.
  • Dopo la frase “I’m hearing secret harmonies” nel brano A Kind Of Magic si sente un’armonia della Red Special, registrata da Roger Taylor con la chitarra di Brian May.

(Grazie a Claudio Tassone e a Comunità Queeniana Italiana)

 

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