Viene pubblicato Killers, secondo album degli Iron Maiden.

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L’album è l’ultimo con Paul Di’Anno alla voce e alla chitarra esordisce il prodigioso Adrian Smith, proveniente dagli Urchin. Rispetto all’esordio grezzo e diretto, quest’album vede i primi elementi di un Heavy Metal più genuino, più curato sia nelle linee vocali che nelle melodie delle chitarre, abbandonando gli elementi Punk degli inizi. Questi elementi diverranno definitivi con il successivo Number Of The Beast, album fondamentale per la nascita della NWOBHM.

Da sinistra: Steve Harris (basso), Clive Burr (batteria), Adrian Smith (chitarra), Dave Murray (chitarra), Paul D’Anno (voce)

Il disco si apre con The Ides of March, un intro strumentale che già ci fa capire con quali intrecci di chitarre avremo a che fare. Subito dopo entra prepotentemente il mastermind Steve Harris col suo basso in Wrathchild, che si sviluppa in un brano ad altissimo potenziale, diventando in futuro un classico immancabile nella scaletta.

Il seguente brano Murders in the Rue Morgue è basata sulla novella dello scrittore Edgar Allan Poe “I delitti della Rue Morgue”, un brano più complesso dove Paul Di’Anno dà il meglio di sè.

Non da meno sono le seguenti Another Life, la strumentale Genghis Khan e Innocent Exile, che culminano nella title-track Killers, un autentico gioiello.

La parentesi più acustica della ballata Prodigal Son calma le acque, ma solo per poco.

Le conclusive Purgatory e Drifter riporta la band ai livelli alti di velocità e intrecci chitarristici.

La copertina viene riaffidata al disegnatore Derek Riggs, che non sbaglia neanche questo colpo. Basandosi sul tema dell’assassinio ricorrente nell’album, salda in modo definitivo i caratteri di Eddie, mascotte della band, dando vita ad una delle copertine più iconiche della storia dell’Heavy Metal.

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