Nasce a Twickenham, sobborgo di Londra, il chitarrista, cantante, compositore e astrofisico Brian Harold May.

Noto per essere il chitarrista della leggendaria Rock band Queen, Brian May si approccerà al mondo della musica in tenera età. Già all’età di sei anni i genitori gli faranno frequentare lezioni di pianoforte. Il padre intanto, essendo pratico dell’ukulele, glielo farà conoscere, approcciandosi così al suo primo strumento a corde. All’età di sette anni gli verrà regalata la sua prima chitarra acustica in cui il padre istallerà un pick up elettrificandola. All’età di nove anni abbandonerà gli studi di pianoforte per dedicarsi più approfonditamente alla chitarra.

Nel 1963 il desiderio di una chitarra elettrica si farà sempre più avanti ma le ristrette possibilità finanziarie familiari non gli permetteranno di acquistarla. Essendo il padre molto pratico di elettronica, decideranno insieme di costruirne una, usando materiali di riciclaggio. Nascerà così la Red Special, la chitarra simbolo di Brian che lo accompagnerà per tutta la vita.

Nel frattempo Brian svilupperà un’altra passione, l’astrofisica. La sua carriera scientifica inizierà quando nel 1965 si iscriverà alla facoltà di Fisica e Matematica dell’Imperial College di Londra da cui conseguirà più tardi, con lode, il Bachelor of Science in Fisica.

La prima esperienza musicale attiva la troverà nei “1984“, la sua prima band in cui militerà anche l’amico cantante e bassista Tim Staffel. Sarà con lui, dopo qualche anno che fonderà gli Smile, dopo aver trovato in Roger Taylor il batterista ideale.

Gli Smile diventeranno una importante realtà, aprendo nel 1968 anche ai primi Pink Floyd in un concerto all’Imperial College di Londra. L’apice della loro carriera giungerà il 27 febbraio 1969 suonando al Royal Albert Hall di Londra in occasione di un evento per beneficenza. Registreranno anche un singolo pubblicato solo in USA.

Ma Tim Staffel, deluso dei risultati, deciderà di abbandonare la band in favore dell’amico Freddie Bulsara, il futuro Freddie Mercury. Sarà il 1970 l’anno che prenderà vita il primo nucleo dei Queen. Dopo aver cambiato tre bassisti, nel 1971 arriverà il definitivo, John Deacon e la band da allora in poi rimarrà stabile fino alla morte del cantante il 24 novembre 1991.

La carriera di Brian May procederà di pari passo con quella della band. I Queen otterranno il primo contratto discografico nel 1973 pubblicando il primo disco omonimo. L’anno dopo pubblicheranno l’album Queen II che col singolo Seven Seas Of Rhye otterranno la prima notorietà su larga scala permettendogli di andare in tour in America come supporto degli allora più noti Mott the Hoople. Ma purtroppo, proprio Brian, a causa di un ago infettato per un vaccino, contrarrà l’epatite C, bloccando la band e impedendola quindi di intraprendere il tour. Nonostante la convalescenza, Brian lavorerà al successivo album e i Queen pubblicheranno Sheer Heart Attack. Ma sarà il successivo A Night At The Opera, capolavoro che porterà la band sull’Olimpo dei più grandi.

La sua attività da compositore sarà molto prolifica, di pari passo con quella di Freddie Mercury, scrivendo brani di successo mondiale come We Will Rock You, Tie Your Mother Down, I Want It All, Fat Bottomed Girls, Flash, Hammer to Fall, Save Me, Who Wants to Live Forever e The Show Must Go On, quest’ultima accreditata alla band ma scritta principalmente da lui.

Nel 1983 si dedicherà anche ad un side-project denominato Star Fleet Project pubblicando un Ep. Il progetto sarà una sorta di jam session con il chitarrista Eddie Van Halen.

La sua ultima esibizione con la formazione storica dei Queen sarà a Knebworth il 9 agosto 1986. Poi, a causa della malattia di Mercury, l’attività della band si concentrerà solo in studio.

Brian durante il Magic Tour del 1986

Brian intanto scriverà anche brani per un suo progetto solista che vedrà la luce nel 1992 con l’album Back to the Light, il quale vedrà la collaborazione di musicisti del calibro di Cozy Powell alla batteria, Don Airey alle tastiere e Neil Murray al basso, più la collaborazione del vecchio collega John Deacon in un brano. La carriera solista proseguirà fino al 1998, pubblicando il secondo disco Another World.

Parteciperà anche a diverse collaborazioni sia live che in studio con chitarristi come Tony Iommi dei Black Sabbath e Slash dei Guns N’ Roses, e con cantanti come Zucchero e Luciano Pavarotti.

Nel 2002 suonerà per la Regina Elisabetta II per il The Queen’s Golden Jubilee eseguendo l’inno nazionale sopra Buckingham Palace.

Il 29 novembre 2003 prenderà parte al 46664 Nelson Mandela AIDS Day Concert insieme al compagno di band Roger Taylor. Da lì nascerà la collaborazione con Paul Rodgers che farà ritornare la voglia di riprendere in sede live i brani dei Queen. Da allora nascerà la collaborazione dei due superstiti (John Deacon non accetterà la scelta dei compagni e abbandonerà definitivamente il mondo della musica nel 1998), insieme a Paul Rodgers dal 2004 con il moniker Queen+Paul Rodgers e pubblicando anche un album nel 2008, il primo dopo tredici anni con il nome Queen.

Nel 2008 Brian collaborerà con la cantante del musical “We Will Rock You” Kerry Ellis incidendo per lei un album.

Intanto la collaborazione con Rodgers terminerà nel 2009 e vedrà al microfono il giovane Adam Lambert, rimanendo fino ai giorni nostri.

Oltre alla carriera musicale, in lui non svanirà la passione per l’astronomia e così, nell’ottobre 2006, deciderà di reiscriversi allo stesso programma di dottorato e recuperarlo da dove lo aveva lasciato. Il suo compito sarà di riassumere il lavoro da lui precedentemente svolto e in più di revisionare tutte le pubblicazioni sulle nubi zodiacali di polveri avvenute nel corso dei 33 anni di intervallo. Nel settembre 2007 gli verrà accettata la sua tesi intitolata “Un’analisi delle velocità radiali della nube zodiacale”, ben 37 anni dopo l’inizio del suo lavoro di dottorato. Sarà in grado così di pubblicare la sua tesi grazie alla ricerca svolta negli anni ’70 e all’avanzamento di questo campo di studi.

Il 18 giugno 2008, su proposta di Sir Patrick Moore gli verrà dedicato l’asteroide 52665 Brianmay. Nel 2015 verrà presentato ai laboratori di fisica applicata Johns Hopkins, in una conferenza stampa della NASA, come collaboratore alla missione New Horizons per lo studio di Plutone. Brian May ringrazierà dicendo: “avete ispirato il mondo”. Quella collaborazione gli ispirerà un brano, New Horizons appunto, pubblicato il 1° gennaio 2019 e sarà il primo inedito solista dal 1998.

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