Nasce a Birmingham Frank Anthony Iommi, fondatore e chitarrista dei Black Sabbath. Considerato il padre dell’Heavy Metal, Tony Iommi è una delle figure più rilevanti in tutto il mondo della musica dura, sviluppatasi poi in diverse sfaccettature e sottogeneri, dal Doom Metal al Thrash Metal, dal Death Metal allo Stoner Rock, dal Black Metal al Progressive Metal, dal Crossover all’Alternative Metal.

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Unico figlio di una famiglia di origini italiane (il padre di Frosinone e la madre di Palermo), Tony comincia a suonare la chitarra da adolescente ascoltando Jazz e Blues. Durante il periodo scolastico conosce John Michael Osbourne, futuro cantante della sua band, soprannominato Ozzy a causa della sua dislessia nel pronunciare il suo cognome, diventando il suo bersaglio preferito in vari scherzi e culminando in veri litigi.

Un giovanissimo Tony Iommi.

Nel 1968 viene selezionato come sostituto temporaneo nei Jethro Tull, evento che gli fa capire che può diventare un musicista professionista. Ma il destino gli blocca molto presto l’entusiasmo. Nella fabbrica di metalli dove lavora subisce un incidente che gli provoca l’amputazione delle falangi superiori di medio e anulare della mano destra. Essendo mancino la mano destra è quella che suona la tastiera. Prova a suonare destro ma non ci riesce e cade in depressione. Il coraggio di riprendere gli arriva quando ascolta Django Reinhardt, celebre chitarrista Jazz rimasto menomato a due dita. Preso coraggio si fa impiantare due protesi sulle parti mancanti e comincia a riprovare a suonare. Questa situazione gli imporrà di suonare con la chitarra di accordatura ribassata, così da rendere le corde più morbide e da dare origine, inconsapevolmente, al suono grave che caratterizzerà l’Heavy Metal.

Dopo alcune parentesi iniziali con band Blues come i The Rockin’ Chevrolets nel 1964, i The Rest nel 1966 e i Mythology (dove conosce Bill Ward, futuro batterista dei Black Sabbath) nel 1968, fonda una sua band con l’amico bassista Terence “Geezer” Butler e il batterista Ward. Per trovare un cantante mettono un annuncio e, con grande sorpresa di Tony, risponde proprio il compagno di mille litigate Ozzy Osbourne. All’inizio il chitarrista desiste ma poi dà fiducia al cantante. Nascono i Polka Tulk Blues Band, diventati poi Earth e poi Black Sabbath.

L’origine del nome della band è dato dalla loro intenzione di proporre un Blues diverso, che si distingua da quello fatto fino ad allora, unendo la loro passione per i film Horror. Cercano quindi di dare origine ad un sound più oscuro, diventato poi la chiave del futuro Heavy Metal. Sono proprio i riff di Tony la matrice importante per lo sviluppo di questo genere. La sua Gibson SG “diavoletto” diventa il simbolo del suo operato, la quale caratterizza il suono del chitarrista. Viene adottato un nuovo modo di riprodurre gli accordi, i cosiddetti power chords, cioè suonati solo su due corde per permettere il passaggio veloce da l’uno all’altro e per dare un suono più potente ai riff. L’accordatura ribassata dello strumento ne enfatizza la cupezza e la distorsione dell’amplificatore viene portata al massimo, una vera innovazione per l’epoca.

Nel 1970 i Black Sabbath pubblicano il loro primo album omonimo che genera stupore e interesse, ottenendo un discreto successo. È il successivo Paranoid che consacra il gruppo a star internazionali. Seguono altri album di successo come Master of Reality, Vol. 4, Sabbath Bloody Sabbath, Sabotage ma dopo circa sei anni dall’esordio qualcosa si incrina. Dopo altri due album di scarso interesse Ozzy viene fatto fuori nel 1979 a causa dei suoi eccessi.

Viene arruolato un nuovo cantante, Ronnie Jame Dio, nuova scoperta di Ritchie Blackmore per i suoi Rainbow, band fondata dopo la dipartita dai Deep Purple. Ronnie dà nuova linfa ai Sabbath che risorgono dalle loro ceneri dando alle stampe quel capolavoro di Heaven and Hell. 

Il legame coi Deep Purple sembra continuare anche gli anni successivi quando seguiranno al microfono sia Ian Gillan che Glenn Hughes, ma intanto Bill Ward e Geezer Butler abbandoneranno rendendo Tony l’unico membro originario della band.

Tony con caparbietà cerca di portare da solo il nome della band con Tony Martin alla voce, nuova promettente scoperta del chitarrista, fino al ritorno dei membri originari del secondo periodo, Butler e Dio, i quali pubblicano l’ottimo Dehumanizer.

È durante una data del tour di Ozzy, nel 1992, che vede per la prima volta dal 1979 una reunion dei quattro membri originari dei Sabbath.

Nel 1997, durante l’Ozz Fest, viene riproposta la reunion dei Black Sabbath esibendosi con una scaletta più ampia e dando vita ad un disco, Reunion, del 1999. Il disco vede la pubblicazione, per la prima volta dallo scioglimento, di due nuovi brani in studio.

È nel 2000 che Tony decide di staccarsi dal nome Black Sabbath e pubblica un album solista. Iommi è un disco variegato in cui chiama diversi ospiti dietro il microfono e ai vari strumenti, Ozzy compreso.

Nel 2005 viene pubblicato Fused, album che vede la collaborazione di Glenn Hughes, dopo l’esperienza fugace del 1986 nei Sabbath.

Nel 2006 ridà vita ai Black Sabbath del secondo periodo con Dio ma denominandolo Heaven & Hell, separandolo dalle varie reunion avvenute con Ozzy. Dopo un album di successo, Ronnie James Dio lascia per problemi di salute. Morirà il 16 maggio 2010.

Finita l’avventura con Dio, ritorna il presupposto per riunirsi con Ozzy. Il batterista Bill Ward però viene lasciato fuori per problemi di salute e dando vita all’ultima reunion finale, culminato con un nuovo disco, 13, e con un tour di addio. I Black Sabbath vengono sciolti ufficialmente dopo l’ultimo concerto a Birmingham il 4 febbraio 2017, la città natale dove tutto ha avuto inizio.

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