John Richard Deacon (Leicester, 19 agosto 1951) è stato un bassista, musicista e compositore inglese; si è ritirato dal music business nel 1997.

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Dal 1971 al 1997 è stato il bassista dei Queen. Oltre al basso, Deacon ha suonato in alcune occasioni anche la chitarra, la batteria e le tastiere, ed è stato autore di vari successi della band come Another One Bites the Dust, I Want to Break Free, You’re My Best Friend, Spread Your Wings e One Year of Love.

Gli inizi

John non ha iniziato suonando il basso: i Beatles e in particolare John Lennon lo avevano “catturato”, e nel 1963 acquistò la sua prima chitarra acustica. John era anche un appassionato di elettronica, e il suo debutto con una band (The Opposition) fu proprio come roadie/elettricista. Ben presto si propose come chitarrista ritmico; tuttavia serviva un bassista, e John passò così a suonare il suo basso EKO nel 1966.

Mentre frequentava il corso di elettronica al Chelsea College di Londra, fu presentato da alcuni amici agli ex membri degli Smile, che avevano appena formato i Queen assieme a Freddie Mercury, i quali erano in cerca di un bassista.

Bastò una semplice prova per convincerli di aver trovato la persona giusta e da quel giorno la vita di John Deacon cambiò per sempre. Solitamente i bassisti sono considerati i musicisti taciturni, introversi e timidi di una rock band, e John ne era la perfetta rappresentazione. Fu questa indole, unita alla bravura al basso, a convincere Freddie, Roger e Brian della bontà della scelta: John era l’elemento dei Queen “con i piedi per terra”, come ebbe poi a dire Brian May anni dopo.

Inoltre, le sue conoscenze di elettronica lo portarono a costruire un amplificatore per la chitarra di Brian May diventato ormai leggenda (“Deacy Amp“) e a escogitare soluzioni tecniche che furono di grande aiuto e supporto alla band.

I Queen erano quindi al completo, ma il successo fu tutt’altro che imminente. Solo con il terzo album, Sheer Heart Attack, le cose cominciarono a ingranare. John ricorda:

«Sapevo che la band aveva qualcosa da dire, ma non ne ero completamente convinto fino a quell’album. Molte persone pensavano che fossimo solo una band heavy metal, ma Killer Queen ha mostrato un lato completamente nuovo.»

L’album contiene anche Misfire, la sua prima composizione, in cui John suona la chitarra ritmica e il basso. Sheer Heart Attack dimostrò quanto i Queen potessero variare con le loro composizioni e interpretazioni musicali.

Con A Night At The Opera, uscito nel 1975, le cose andarono ancora meglio grazie alle vendite stratosferiche di Bohemian Rhapsody. Fu una buona notizia anche per John, perché la sua You’re My Best Friend fu scelta come singolo. Brian May disse all’epoca:

«È la canzone pop perfetta, e ha dato molta fiducia a John per le sue capacità di compositore.»

Negli album successivi John Deacon ha dato il suo contributo sfornando hit senza tempo e giri di basso entrati ormai nell’immaginario collettivo, che hanno contribuito al successo dei Queen.

Con Another One Bites The Dust, nel 1980, i Queen salirono in vetta alle classifiche americane e vi rimasero per un po’. Insieme all’altro singolo uscito poco prima, Crazy Little Thing Called Love, i Queen offrono una nuova prospettiva musicale. Another One Bites The Dust tirò fuori un lato funky della band totalmente inaspettato.

John ha rivelato:

«Ho ascoltato molta musica soul quando ero a scuola e volevo fare un brano come Another One Bites The Dust da un po’, ma all’inizio tutto ciò che avevo era la linea di basso. A poco a poco l’ho riempito e la band ha aggiunto idee.»

In realtà fu poi Michael Jackson, grande fan della band, a suggerire di pubblicarlo come singolo: il resto è storia.

La strumentazione

John ha usato diversi bassi nella sua lunga carriera, tra cui qualche contrabbasso e un Jetglo Rickenbacker 4001 nei primi tempi, ma è rimasto legato soprattutto al suo fidato Fender Precision.

Alcune prime immagini lo mostrano con un Fender Jazz Bass naturale, altri in cui usa un Kramer Custom, un Wal Pro Bass e un Music Man StingRay utilizzato come riserva in diversi spettacoli.

John ha usato un Warwick Buzzard per il video di Friends Will Be Friends, ma lo strumento che sembrò trovare il suo favore negli anni successivi fu il basso Roger Griffin costruito su misura, simile a un Precision ma con un paio di pickup, e finiture in legno naturale.

Gli amplificatori di Deacon sono cambiati nel corso degli anni. Ha iniziato la sua carriera con un amplificatore HH Electronics IC da 100 watt, una testata Orange OR120 e un cabinet Orange 4×12, ma questo è stato sostituito in seguito da tre amplificatori Acoustic 370/371 che guidano tre cabinet Acoustic 301 reflex, oltre a un amplificatore HiWatt extra su due Sound Cabine City 4×12. Questi ultimi furono infine sostituiti con cabinet Peavey 4×12, con uno stack posizionato sul lato del palco di maggio. Deacon passò poi all’amplificazione dei Sunn, seguita dall’impianto HH per i tour negli anni ’80, mentre le sue apparizioni finali, incluso il Freddie Mercury Tribute Concert allo stadio di Wembley nel 1992, lo videro davanti alle testate SWR SM-900 e ai cabinet Goliath.

Per la maggior parte della sua carriera, John ha dotato i suoi bassi con corde in acciaio Rotosound RS77 LD (45-105). Alla fine degli anni ’80, ha seguito May nell’utilizzo delle Maxima Gold Strings.

La tecnica

Deacon suonava prevalentemente con le dita, utilizzando il plettro solo all’occorrenza in alcuni brani. Ha utilizzato poco lo slap, ma in qualche occasione ha dato colore con il thumb (Cool Cat, Dragon Attack e Another One Bites The Dust).

Come bassista, John Deacon è stato spesso sottovalutato, probabilmente per il fatto che era la parte timida di un quartetto con tre personalità molto forti ed eccezionali. Ma John è stato un bassista incredibilmente melodico, e sebbene sia più conosciuto per cose come il riff caratterizzante di Another One Bites The Dust, ha saputo dare alla musica dei Queen molto più di questo.

Il ritiro dalle scene

Alla morte di Freddie Mercury, il 24 novembre 1991, John Deacon è stato forse il più colpito dalla tragedia. Aveva sicuramente un rapporto particolarmente stretto con Freddie, che in qualche modo gli stava accanto e gli infondeva un senso di protezione. Questa perdita lo ha portato a lasciare la band, qualche anno dopo, nel 1997.

Circola un video non ufficiale dell’ultimo live dei Queen con Mercury a Knebworth, nell’agosto 1986; alla chiusura di We Are The Champions, Deacon lancia il basso sull’amplificazione, con un gesto di stizza. Pura esuberanza, o sapeva già qualcosa dello stato di salute di Mercury? Da quello che sappiamo oggi, Mercury venne a conoscenza della malattia nel 1987, un anno dopo quel concerto, per cui queste potrebbero essere soltanto speculazioni. Ma è certo che durante quel tour, Mercury si lasciò sfuggire più volte frasi ambigue, in merito alla possibilità di esibirsi ancora dal vivo.

Brian May ha dichiarato che con John il dialogo è ormai filtrato attraverso i rispettivi commercialisti, per mere ragioni economiche.  Stando alle parole dei restanti membri dei Queen, John Deacon è stato costantemente messo al corrente di ogni sviluppo o progetto, ma la sua risposta è sempre stata il silenzio. Roger Taylor afferma che la scomparsa di Freddie Mercury, nel 1991, è stata il motivo principale del ritiro di Deacon dalle scene.

«John dette fuori di matto e decise che sopportava più di rimanere nel mondo della musica. Fu un periodo strano, e in realtà la band era finita. Si ritirò completamente da qualsiasi tipo di contatto sociale. Era fragile e noi questo lo rispettiamo. Non siamo in contatto con lui, ma John ha dato la benedizione a qualsiasi cosa io e Brian volessimo fare con il marchio Queen.»

Roger Taylor ha infatti dichiarato di non avere con lui un contatto diretto da almeno dieci anni:

«Non ho sentito uno squittio da John, nemmeno un singolo grugnito.»

Deacon non è neppure mai apparso in pubblico per parlare o supportare il biopic Bohemian Rhapsody; non ha mai risposto nemmeno quando è stato contattato dalla casa di produzione Fox per dare supporto all’attore che lo avrebbe interpretato nel film.

Grazie ai suoi anni nel gruppo e alla gestione dei suoi ex colleghi, John Deacon incarna il ruolo dell’anonimo padre in pensione di una grande famiglia con i capelli grigi. «I miei hobby sono bere tè e avere figli», disse in una intervista di qualche anno fa. Anche il golf sembra essere un altro dei suoi grandi interessi.

Ma il suo più grande successo, quello per cui ha lavorato per almeno vent’anni, è proprio l’anonimato nel quale oggi John Deacon vive sereno, in quel meraviglioso cono d’ombra disegnato dalle luci del palco, ancora per molto tempo accese sulla storia dei Queen.

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