Muore a New York Eleanora Fagan, meglio conosciuta come Billie Holiday, una delle più grandi cantanti Jazz e Blues di tutti i tempi.

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Figlia di due minorenni, la madre di tredici e il padre di sedici, ebbe un’infanzia difficile. Il padre era un suonatore di banjo e dovette lasciarla per continuare il suo tour itinerante con le orchestre. Fu cresciuta dalla cugina della madre che la trattava male mentre la madre lavorava come domestica. Fu vittima di stupro all’età di dieci anni e dovette evitarne altri. Per vivere si trasferì con la madre ad Harlem, New York, e si diede alla prostituzione. Quando il bordello dove lavorava fu scoperto, fu arrestata e condannata a quattro mesi di carcere. Uscita dal carcere cercò un diverso impiego e si propose come ballerina in un locale notturno. Pur non sapendo ballare ma cantare, fu assunta lo stesso. Aveva quindici anni e cominciò la sua carriera come cantante nei club di Harlem.

Fu a diciotto anni, nel 1933, che fu notata dal produttore John Hammond e cominciò ad incidere qualcosa. Da allora cominciò a lavorare con grandi nomi del Jazz come Count Basie, Artie Shaw e Lester Young.

All’inizio degli anni Quaranta si sposò ma fu un matrimonio breve e tormentato e contemporaneamente le morì la madre. Questo la portò a fare uso abituale di marjiuana ed eroina.

Nel 1947 apparve in un film-musical, “La città del jazz”, accanto a Luis Armstrong.

Grazie ad un nuovo impresario collaborò con altri importantissimi musicisti, come Benny Carter, Oscar Peterson, Ben Webster, Coleman Hawkins, Buck Clayton, Tony Scott e Mal Waldron, con i quali, nel 1954, affrontò un lungo tour in Europa.

Essendo un’accanita bevitrice, scoprì di essere affetta da cirrosi epatica. Il 31 maggio del ’59 fu ritrovata incosciente nel suo appartamento di New York e fu ricoverata e, allo stesso tempo arrestata per aver trovato della droga in casa, rimanendo quindi ricoverata e piantonata dalle forze dell’ordine. Dopo circa un mese e mezzo di degenza morì per edema polmonare e insufficienza cardiaca.

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