Nasce a Reading Michael Gordon detto “Mike” Oldfield, compositore, chitarrista e polistrumentista inglese.

Esordirà giovanissimo con un paio di progetti di Folk acustico con la sorella Sally ed il fratello Terry. Successivamente, entrerà nella band “The Whole World” di Kevin Ayers (ex cantante e bassista dei Soft Machine). Con Ayers nel 1970 pubblicherà “Shooting at the Moon” e, dopo lo scioglimento del gruppo, l’album “Whatevershebringswesing”, nel 1971.

A seguire il brano “May I”, estratto dall’album “Shooting at the Moon”, eseguito dal vivo per la trasmissione “The Old Grey Whistle Test”. Mike Oldfield al basso.

Dopo essersi separato da Ayers, Mike Oldfield deciderà di intraprendere la carriera solista. La sua intenzione era quella di intraprendere un progetto ambizioso: una lunga suite in chiave Rock, strutturata su un tessuto ritmico incalzante, con molteplici variazioni, su un tema pensato per campane tubolari. Il progetto vedrà la luce solo un anno dopo, anche per i lunghi tempi di lavorazione, grazie all’interessamento del produttore Richard Branson, che sta lanciando una nuova etichetta: la Virgin.

Il disco in questione, chiamato “Tubular Bells”, uscirà nel 1973 e sarà un enorme successo mondiale. Venderà circa 10 milioni di copie, e sarà utilizzato in versione “ridotta” per la colonna sonora del film “L’Esorcista” nel 1974.

L’idea sarà rielaborata e successivamente sfruttata per le successive prove discografiche presentate sempre sotto forma di suite, come negli album “Hergest Ridge” del 1974 e “Ommadawn” del 1975.

Intorno agli anni Ottanta l’artista virerà invece verso un Pop Folk di più facile ascolto, strizzando a volte l’occhio verso sonorità disco, avvalendosi della voce della sorella Sally e della cantante Maggie Reilly. Grande successo commerciale otterrà il brano Moonlight Shadow, dall’album Crises del 1983, cantato dalla Reilly. La canzone diverrà il suo brano più famoso e rimarrà a lungo in cima alle classifiche di mezzo mondo. Grazie alle vendite dall’album e del successivo Discovery del 1984, Oldfield guadagnerà due dischi di platino.

Nei decenni successivi, l’attività di Oldfield sarà più misurata, riducendo sensibilmente anche le esibizioni live. Si concentrerà principalmente nella composizione di colonne sonore. Sarà riproposta anche la leggendaria suite di Tubular Bells, reinterpretandola e rielaborandola a più riprese con l’ausilio delle moderne tecnologie.

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