Nasce a Tripoli Franco Califano detto “Il Califfo”, poeta, scrittore e cantautore italiano.

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E’ stato un grande protagonista della canzone italiana.

Autore ed interprete ha scritto brani indimenticabili collaborando con i migliori artisti del panorama musicale italiano: da Mina a Caterina Caselli, da Mia Martini ad Ornella Vanoni, da Renato Zero a Patty Pravo, per citarne solo alcuni.

In oltre quarant’anni di attività è sempre rimasto fedele al suo stile che lo ha reso inconfondibile nel panorama della musica d’autore, forte di una scrittura sintetica, sincera e mai banale e di una vocalità ruvida e graffiante.

Figura controversa ma innegabilmente carismatica, il Califfo ha goduto di grande popolarità ed ha attraversato momenti bui, rimanendo forse vittima del personaggio di “artista maledetto” e, anche a causa delle vicende giudiziarie nelle quali è stato ingiustamente coinvolto, non ha forse ottenuto i riconoscimenti che meritava.

Originario di Padula (SA), dopo la guerra si trasferisce a Roma con la famiglia e trascorse l’infanzia presso dei collegi ecclesiastici.

Già da giovanissimo inizia a scrivere poesie e successivamente testi di canzoni oltre a debuttare come attore nei fotoromanzi.

In questo periodo inizia a frequentare assiduamente la vita notturna nella capitale e consolida la sua fama di latin lover, meritandosi l’appellativo di “Califfo” per le numerose conquiste femminili.

Dagli anni sessanta diviene un autore di testi molto apprezzato e le sue canzoni conoscono un’enorme successo, tra cui ricordiamo: “E la chiamano estate” scritta con Bruno Martino, “La musica è finita” ed “Una ragione di più” per Ornella Vanoni.

All’inizio degli anni settanta, parallelamente all’attività di autore, decide di intraprendere anche la carriera di cantante.

Il primo album, datato 1972, si chiama “‘N Bastardo Venuto Dar Sud” seguito da “L’Evidenza dell’autunno” e “Secondo me…l’amore” rispettivamente nel 1973 e 1975.

Il primo grande successo come cantautore arriverà però nel 1976 con il brano “Tutto il resto è noia” contenuto nell’omonimo album.

Nel frattempo, come autore, ottiene dei grandi successi con i brani “Minuetto”, interpretato da Mia Martini, “Un grande amore e niente più” per Peppino Di Capri che vince il Festival di Sanremo 1973, oltre a scrivere tutti i testi per l’album di Mina “Amanti di valore”.

Degna di nota anche la sua trasposizione in italiano del brano francese “Une belle histoire” che assume il titolo di “Un’estate fa”.

Durante tutti gli anni settanta e gli anni ottanta la sua carriera prosegue con regolarità, sfornando canzoni di discreto successo, tra cui: “Bimba mia”, “Me ‘nnamoro de te”, “Tac!”, “Io nun piango”, “La mia libertà”, “La nevicata del ’56” (presentata da Mia Martini in occasione del Festival di Sanremo del 1990).

Oltre a canzoni vere e proprie, nei suoi dischi e nelle esibizioni live, inserisce spesso alcuni componimenti poetici sotto forma di monologhi con contenuti crudi, diretti, senza mezzi termini.

Tra la fine degli anni novanta e gli inizi degli anni duemila riacquista una certa popolarità presso il grande pubblico grazie a delle apparizioni televisive e ad alcune sue imitazioni fatte da artisti comici come Fiorello o Max Tortora.

Nell’ultimo periodo, oltre a proseguire regolarmente l’attività live, collabora con il cantante e leader dei Tiromancino Federico Zampaglione per gli splendidi brani “Non escludo il ritorno” ed “Un tempo piccolo”.

Muore a Roma il 30 marzo 2013 per arresto cardiaco all’eta di 74 anni.

Sulla sua lapide, per suo espresso volere, è incisa la frase “Non escludo il ritorno”.

 

 

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