Viene pubblicato Live After Death, primo album dal vivo degli Iron Maiden e da molti considerato come uno dei più grandi dischi dal vivo della storia del Rock. Fino ad allora solo Made in Japan dei Deep Purple aveva raggiunto un tale livello.

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Il disco in questione viene registrato durante il “World Slavery Tour”, il primo tour degli Iron di dimensioni maestose, in supporto alla pubblicazione del quinto album Powerslave. Il suo successo deriva sia dall’esecuzione magistrale della band e sia dalla scelta dei brani, che racchiude il meglio fatto dagli Iron Maiden fino ad allora, diventando quasi una sorta di “greatest hits”.

Portrait of British heavy metal band Iron Maiden backstage at the Poplar Creek Music Theater in Hoffman Estates during their World Slavery Tour, Chicago, Illinois, June 16, 1985. Pictured are Adrian Smith, Nicko McBrain, Bruce Dickinson, Steve Harris, and Dave Murray. (Photo by Paul Natkin/Getty Images)

L’immagine di Eddie che esce dalla tomba di prepotenza è una delle più conosciute a livello mondiale, facendo diventare la copertina una delle più rappresentative dell’intera discografia, una vera e propria icona grafica.

La prima edizione del disco pubblicato in vinile ma, per ragioni di spazio, comprende solo tredici brani, compensati poi con le edizioni del 1995 in cd aggiungendo le tre B-side dei singoli e successivamente la riedizione del 1998 ne vede aggiungere cinque. Il disco viene integrato con la versione in VHS prima e in DVD poi.

 

 

 

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