Muore a Londra William Rory Gallagher, chitarrista e cantante, una leggenda del rock irlandese.

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Nato a Ballyshannon il 2 marzo 1948, si trasferì a Londra intorno alla metà degli anni sessanta. La sua prima formazione importante fu quella dei Taste con Richard McCraken al basso e John Wilson alla batteria.

Il primo lp omonimo, uscito nel 1969, fu un esordio coi fiocchi, caratterizzato dal torrido marchio heavy blues che Gallagher si sarebbe sempre portato appresso.

L’anno dopo uscì un altro grande lavoro, l’ottimo “On the Boards”, mentre la band si fece apprezzare molto anche dal vivo grazie a dei suggestivi dialoghi improvvisati tra chitarra, basso e batteria.

Di particolare rilievo la partecipazione nello stesso anno al Festival dell’Isola di Wight.

Rory decise poi di continuare come solista formando un nuovo trio che avrebbe portato semplicemente il suo nome.

Il primo album realizzato con la nuova formazione, che vedeva Gerry McAvoy al basso e Wilgar Campbell alla batteria, chiamato semplicemente “Rory Gallagher” si avvalse dalla prestigiosa partecipazione del grande Vincent Crane (ex Atomic Rooster) al piano.

Seguiranno due album, il primo in studio “Deuce” ed il secondo “Live in Europe” entrambi molto validi, mentre nel 1973 avvenne un cambio di formazione: Rod De’Ath sostituì Wilgar Campbell alla batteria e venne inserito il pianista Lou Martin.

Con la nuova formazione Gallagher realizzò i due ottimi album “Blueprint” e “Tattoo” ma fu con il doppio dal vivo “Irish Tour ’74” che Gallagher venne consacrato come chitarrista di prima grandezza.

I brani acquisirono maggior spessore nella dimensione concertistica ed il disco in questione rappresenterà il monumento dello stile del chitarrista, fatto di blues ad alto potenziale, di rock sanguigno e di deliziose pause acustiche.

Seguirono altri validissimi lavori tra la metà e la fine degli anni ’70 tra cui “Calling Card” e “Photo Finish”, che si contraddistinguono entrambi per l’alternanza di atmosfere e la versatilità del chitarrista.

In effetti la musica di Gallagher conobbe nel tempo un’evoluzione graduale, che raggiunse il culmine in senso “hard” alla fine degli anni ’70 con l’album “Top Priority” che contiene brani esplosivi e trascinanti.

Nel frattempo la band conobbe un ulteriore rinnovamento di organico con il batterista Ted McKenna a sostituire De’Ath e l’abbandono del pianista Martin.

Dopo un lungo periodo di silenzio negli anni ottanta preceduto dall’album “Jinx” del 1982, non particolarmente apprezzato, Rory pubblica un album in studio dopo ben cinque anni.

Con l’album “Defender” ed anche con il successivo “Fresh Evidence” nel 1990 il chitarrista sembra aver sbollito il furore elettrico per recuperare un “feeling” più classicamente blues.

Purtroppo la sua dipendenza dall’alcool lo porterà a morire prematuramente a soli 47 anni, dopo aver subito un trapianto di fegato non andato a buon fine per complicazioni post operatorie.

 

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