Viene pubblicato il primo album omonimo dei Black Sabbath.

I nostri inserzionisti
Spazio inserzionisti

Black Sabbath è il disco che segna l’inizio dell’Heavy Metal, il disco che apre il Blues e il Rock and Roll a nuove sonorità, più cupe, più dure. Tutto questo nasce dal tentativo, da parte della band, di mettere in musica le inquietanti atmosfere dei film horror.

Da sinistra: Geezer Butler (basso), Tony Iommi (chitarra), Bill Ward (batteria), Ozzy Osbourne (voce e armonica)

Il primo brano omonimo di apertura nasce da un riff di tre note separate da un intervallo cosiddetto tritono, considerato nel Medio Evo di stampo satanico. La pioggia in lontananza e un suono di campana ci introducono verso un muro sonoro, inedito per l’epoca, che fa paura ma che stupisce allo stesso tempo. Black Sabbath diviene, così, la pietra miliare dell’ Heavy Metal, la genesi di un nuovo filone musicale che da allora non si sarebbe più fermato e si sarebbe sviluppato in sottogeneri come il Doom Metal e lo Stoner Rock.

L’intro di armonica a bocca di Ozzy Osbourne ci porta in The Wizard, un brano che è il chiaro esempio di come il Blues si tramuta in sonorità più dure.

In Behind the Wall of Sleep troviamo già tutte quelle caratteristiche del riffing di Tony Iommi che troveremo nei dischi futuri dei Black Sabbath il quale, nonostante l’esordio, ha già una sua identità definita.

Il bassista Geezer Butler ci introduce a N.I.B., uno dei più grandi classici senza tempo dei Black Sabbath. Lo stesso intro di basso e wah wah è uno dei più celebri della storia e dà le direttive all’intero brano, dove Iommi e Butler si incastrano alla perfezione sul cantato drammatico di Ozzy.

Come era prassi per i dischi esordienti di quel periodo, anche in questo troviamo delle cover riarrangiate ed Evil Woman è una di queste. Brano originariamente dei Crow, si adatta perfettamente al tema horrorifico del disco.

Un’altra caratteristica che troveremo nei successivi album saranno le introduzioni acustiche di Tony Iommi, qui preannunciate in Sleeping Village, brano che si sviluppa in due parti. Si apre con arpeggio di chitarra acustica e Ozzy che incede col suo canto drammatico, per poi svilupparsi nella seconda parte in una lunga sezione strumentale.

Il feedback di chitarra finale del precedente brano ci accompagna verso la successiva Warning, anch’essa una cover, questa volta presa in prestito dai The Aynsley Dunbar Retaliation. Un brano di 10’33” che sfocia in una lunga sezione strumentale.

La versione LP si chiude qua ma nel 1996 viene introdotto nella versione CD il brano Wicked World, conosciuto fino ad allora come lato B per il singolo Evil Woman. È uno dei primi brani composti dalla band ma forse uno dei migliori esempi del sound primordiale sabbathiano.

L’inquietante copertina è uno scatto fotografico di una donna vestita di nero davanti al Mapledurham Watermill, un mulino ad acqua situato sul Tamigi nell’Oxfordshire, in Inghilterra. Il nome della donna non si è mai saputo, si sa solo essere una attrice/modella assunta per l’occasione.

© 2020, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here