Esce il quinto album dei Metallica, l’album omonimo conosciuto come “Black Album”, a causa della sua copertina tutta nera nella quale si intravede appena il logo della band e il disegno di un serpente attorcigliato.

I Metallica nel 1991. Da sinistra: Jason Newsted (basso), Lars Ulrich (batteria), Kirk Hammett (chitarra), James Hetfield (voce e chitarra).

É l’album di maggior successo della band, l’album che ha contribuito a far conoscere il Metal anche a chi non l’aveva mai ascoltato prima d’ora. Un album perfetto, senza nessun punto critico, un autentico capolavoro di composizione e produzione, un album entrato di diritto nella storia tra gli album migliori di tutti i tempi.

Artefice di questo successo, oltre ai Metallica stessi, è il produttore Bob Rock, famoso per aver prodotti altri best seller di band come Bon Jovi, Bryan Adams, Mötley Crüe, Cher, The Cult, David Lee Roth, Skid Row, Veruca Salt, Nina Gordon, Our Lady Peace, The Tragically Hip e Simple Plan.

C’è da dire che è anche l’album che ha anche diviso i fan della band, tra quelli fedeli alle vecchie sonorità Speed/Thrash e quelli che invece hanno visto nel nuovo album una ventata di freschezza. Resta il fatto che questo connubio tra la band e Bob Rock dà alla luce un disco comunque Heavy Metal ma con sonorità e strutture più commerciali. Cinque i singoli estratti, tutti di grande successo: Enter Sandman, The Unforgiven, Nothing Else Matters, Wherever I May Roam e Sad but True.

 

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