Viene pubblicato Sabbath Bloody Sabbath, quinto album dei Black Sabbath.

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L’album è forse l’apice compositivo della formazione con Ozzy Osbourne, un disco praticamente perfetto. Dopo il successo del precedente Volume 4 e il relativo tour, per trovare nuova ispirazione, la band alloggia e compone nel Castello di Clearwell, noto per la presenza di un possibile fantasma. Credenze a parte, il castello ispira alla perfezione il lato oscuro della band che va oltre ciò che aveva fatto sin ad allora, dando al nuovo disco una linea più elaborata, più Progressive, per certi versi. E infatti Tony Iommi recluta in incognito un maestro delle atmosfere Progressive, il tastierista Rick Wakeman degli Yes, che completa le atmosfere aggressive e cupe del disco. Diventa anche il disco cui la voce di Ozzy raggiunge dei picchi assurdi, tonalità mai più ripetute dal “Mad Man” durante tutta la sua carriera.

Da sinistra: Bill Ward (batteria), Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso).

La title-track di apertura è qualcosa di estremamente fantastica, col suo riff dispari tra i più famosi della loro carriera.

La successiva è A National Acrobat, col suo riff ossessivo e torrido, doppiato a più chitarre.

Come ogni buon disco dei Sabbath, Iommi crea delle pause acustiche tra un riff potente e l’altro. Il risultato è questa Fluff, un atmosfera dolce strumentale di chitarra che ci delizia prima del prossimo riff potente.

Con Sabbra Cadabra riprende l’anima infuocata della band e le atmosfere di Wakeman sono ben presenti.

Procede la selvaggia ed elaborata Killing Yourself to Live, in cui le varie parti si incastrano alla perfezione.

La cadenzata Who Are You? vede ancora la presenza in primo piano di Wakeman che doppia il basso di Geezer Butler e nell’intermezzo si fa riconoscere col suo stile inconfondibile.

Più fresco è il successivo brano Looking For Today, che strizza l’occhio a un Rock più commerciale.

A chiudere questo capolavoro nel migliore dei modi è Spiral Architect, un brano perfetto dove convivono tutte le caratteristiche del disco, potenza Hard Rock e armonie Progressive, con linee melodiche coronate da arrangiamenti orchestrali di archi maestosi. Una vera colonna sonora che chiude, per certi versi, lo spettacolo a cui abbiamo assistito.

Anche l’artwork del disco è degno di nota e non può passare inosservato. Un autentico capolavoro realizzato dall’artista Drew Struzan, già conosciuto per la copertina di Welcome to My Nightmare di Alice Cooper. Nella prima di copertina realizza il momento della morte di un uomo che muore attaccato dai demoni, una morte orribile, il tutto con sfondo scuro. La quarta di copertina invece raffigura sempre il momento della morte di un uomo, ma una morte serena, il tutto, invece, con sfondo bianco.

© 2019, Associazione Musicale Prog On. Riproduzione riservata.

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