Stand Up è il secondo album dei Jethro Tull, ma solo come uscita discografica, in effetti, costituisce il primo grande capolavoro della band che ruota attorno alla figura carismatica di Ian Anderson, cantante e flautista di grande presenza scenica sul palco.

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I Jethro Tull con l’istrionico Ian Anderson in azione.

Dopo l’inflessione Jazz-Blues di This Was del 1968, il gruppo inglese conquista il successo con Stand Up, con uno stile molto Folk-Prog, arie medievali e classiche. Da questo album, Martin Barre prende il posto di Mick Abrahams alla chitarra, e proprio Barre diventerà uno degli elementi cardine della storia musicale dei Jethro Tull.

Tra le tracce più belle, una ha dato grandissima popolarità al gruppo, Bourée, ispirata al quinto movimento della Suite in Mi minore per Liuto (BWV 996) di Johann Sebastian Bach, con Ian Anderson al flauto traverso e Glenn Cornick al basso in grande evidenza.

Di grande rilievo anche Jeffrey Goes to Leicester Square, Nothing Is Easy, Look Into the Sun e Reasons for Waiting.

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